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In corso Garibaldi commercio agguerrito: "Nessuno risponde"

Foto Francesco Sessa

Molti dei negozi chiusi la settimana di Ferragosto hanno riaperto i battenti in corso Garibaldi e l’agitazione è parecchia. Non hanno ancora ricevuto nessuna risposta ufficiale da parte del Comune a cui, il 26 luglio scorso, avevano inviato un lettera petizione con la quale chiedevano di tornare alla viabilità precedente la pedonalizzazione scattata il 15 dello stesso mese.Le firme a sostegno della richiesta erano state raccolte nei negozi Sogni di Carta, Pane e Amore, Forno Antico, Bar sport, tra gli altri. “Nessuno si è degnato di risponderci, tranne l’assessore Zanibelli, ma in maniera informale”, affermano. E c’è chi fa notare un’incongruenza nel comportamento dell’amministrazione: lo scorso anno, quando venne fatta la pavimentazione di pregio nel tratto  tra via Palestro e via Milazzo, lo stesso Zanibelli ammise che non c’erano soldi per proseguire la pavimentazione sul resto del corso e anche per questo motivo la pedonalizzazione non sarebbe stata fatta. “Poi improvvisamente – afferma una titolare che non vuole più esporsi – da quando è cambiato il vicesindaco, le cose sono cambiate. Ma non chiamiamola isola pedonale. Questa è una chiusura di strada e basta. Si è preso per buono il parere di una minoranza di commercianti e proprietari di immobili che ritengono che la chiusura al traffico porterà ad una rivalutazione delle loro proprietà. In questo modo, alla prossima tornata di rinnovi, potranno chiedere affitti più alti. Ma con i cassetti dei negozi sempre più vuoti, tutto questo sarà controproducente anche per loro“.

Chi protesta oggi ribadisce di non essere contro la pedonalizzazione, ma contro queste modalità di chiusura al traffico, senza incentivi economici all’uso dei parcheggi, senza concessione di plateatici gratuiti, senza investimenti significativi nell’arredo urbano. Tra l’altro la Sovrintendenza ha bocciato ogni richiesta di utilizzo dell’asfalto rosso per differenziare il selciato della parte pedonale dal resto del corso. Sarebbe stato un palliativo rispetto alle pavimentazioni di pregio, ma forse avrebbe potuto accontentare chi oggi contesta l’arredo urbano.

La lettera inviata al sindaco annunciava azioni di protesta se non si fossero ricevute risposte, ma i commercianti sperano ancora di non doverle mettere in pratica. Sono comunque “disponibili ad agire, nella difesa dei nostri interessi”.

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