Cronaca
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Tarsu +7%, ma poteva essere peggio "Era ovvio, la differenziata costa di più" Lega: 'Perri si dimetta'

AGGIORNAMENTO – Aumenti di Tarsu e Imu discussi in commissione Bilancio. La prima salirà per il 2013 di circa il 7% tenendo conto di un incremento del 5% rispetto alla cifra pagata nel 2012 a cui si aggiunge il recupero Istat del 2%. La seconda viene portata all’aliquota massima per la prima casa (dallo 0,5 allo 0,6%) e non si sa ancora se la dovremo pagare o no, ma servirà comunque al Comune per ricevere maggiori trasferimenti dallo Stato. Di questo hanno animatamente discusso i consiglieri nella riunione di lunedi presieduta da Luca Grignani (Pdl) alla presenza del vicesindaco Roberto Nolli che ha spiegato le ragioni della scelta di mantenere la Tarsu, possibilità data ai Comuni da un recente emendamento al decreto “del fare” dello scorso agosto. “Se appena si può, si cerca di non far pagare ai cittadini una tassa immediatamente pesante. Il passaggio al regime Tares avrebbe implicato in alcuni casi un aumento del 600% rispetto al 2012. E questo a solo un mese dalla fine dell’anno e con un 2014 alle porte nel quale la tassazione cambierà ancora, forse con la Tisi, forse con qualcos’altro. In Italia l’esperienza insegna che è meglio aspettare il giorno dopo, non partire il giorno prima con tassazioni su cui spesso lo Stato fa marcia indietro. Ne sa qualcosa il sindaco di Varese che ha applicato da subito la Tares con i nuovi meccanismi di calcolo e adesso non può più tornare indietro”.

AEM DEVE COPRIRE I COSTI – In questo caso dunque l’attendismo della Giunta Perri è stato premiato, anche nel non diffondere le simulazioni fatte dagli uffici finanziari su quanto avrebbe pesato la nuova Tares sulle singole categorie di contribuenti. Inutili le insistenze del consigliere Quinzani per conoscere questi dati. “Parleremmo del nulla – ha risposto Nolli – perchè la Tares semplicemente non esiste più”. Di certo però il gestore del servizio, Aem Gestioni, dovrà essere pagato per la totale copertura dei costi. Con le tasse pagate dai cremonesi si arriva al 78%, all’appello mancano poco meno di 1,5 milioni (su base annua) a cui si aggiungono ulteriori 900mila euro per i maggiori costi sostenuti da Aem per la differenziata spinta (partita da pochi giorni in 11mila famiglie cremonesi). L’aumento del 7% dell’ultima rata Tarsu, che sarà messa in pagamento a febbraio, servirà a coprire questo gap, relativo allo scorcio del 2013. Per il 2014 sarà tutto da rivedere.

“LA DIFFERENZIATA COSTA DI PIU'” – “Abituiamoci sempre più al fatto che prima di ogni decisione politica vanno fatti i conti – afferma Grignani -Era ovvio che l’incremento della differenziata avrebbe comportato un aumento dei costi. Per questo io non avrei posto il termine temporale dei primi mesi dell’anno per arrivare all’estensione della differenziata spinta in tutta la città (fortemente voluta, invece, dall’assessore Francesco Bordi e da una parte del gruppo consigliare Pd, ndr). Mettiamoci nell’ordine di idee che la differenziata costa e che non è più tempo di fare scelte politiche che prescindano da una precisa analisi economico-finanziaria”. Della stessa idea Nolli: “L’azienda deve fare investimenti per estendere la differenziata porta a porta. Solo in un secondo momento i costi diminuiranno”.  Dal 2009  – lo ha ricordato il ragioniere capo Paolo Viani – i trasferimenti dello Stato al Comune sono scesi di 16 milioni di euro, circa il 18% del bilancio. “Gratis non esiste – ha ricordato Nolli – Significa solo che paga qualcun altro”.

SOREGAROLI: BASTA SPREMERE I CITTADINI – “Troppe tasse, poi non stupiamoci se i cittadini sono arrabbiati con chi siede ai posti di comando, a tutti i livelli istituzionali”, ha sbottato a più riprese il consigliere Pd Daniele Soregaroli. “Ci si sente presi in giro da politici che dichiarano una cosa e poi compiono azioni che vanno all’esatto opposto. Il 7% di aumento Tarsu è sempre meno del 27% che sarebbe stato con la Tares, ma è comunque troppo. Il Comune avrebbe dovuto dare battaglia al Governo, di qualunque parte politica fosse. I cittadini sono al limite della sopportazione”. Accordo tra l’esponente Pd e il capogruppo Pdl sul fatto che la differenziata spinta, casa per casa, potesse attendere periodi meno bui per le tasche dei contribuenti. “Il fatto è che tutti noi – ha aggiunto Soregaroli – quella mozione l’abbiamo votata in Consiglio Comunale”.

AUMENTO IMU PER STARE NEL PATTO STABILITA’ – L’aumento delll’Imu prima casa dall’aliquota dello 0,5 allo 0,6% (il massimo consentito) si è reso necessario perchè il Comune rischia seriamente di sforare il patto di stabilità con tutto quanto ne consegue (blocco accensione nuovi mutui, blocco assunzioni, blocco trasferimenti Stato per pari importo, riduzione del 30% compensi amministratori, ecc). Il fatto è, ha spiegato il dirigente Viani, che il programma di alienazioni 2013 non è andato come nelle previsioni e i 5 milioni di entrate ipotizzati non ci sono stati. Inoltre anche in questo caso lo Stato ha cambiato le carte in tavola inasprendo i criteri del Patto di Stabilità. Niente da fare per le abitazioni date in uso gratuito ai famigliari di primo grado: il Pd Mauro Fanti ha chiesto se non si potesse estendere l’aliquota agevolata a questa tipologia di abitazioni oggi allo 0,88%, ma Nolli ha risposto no. Avrebbe comportato un minor gettito di 500mila euro. A tutt’oggi non si sa neppure se pagheremo la seconda rata Imu con la nuova aliquota: lo deciderà il Consiglio dei Ministri, forse a giorni.

g.b.

LEGA: ‘GIUNTA DI PINOCCHIETTI. PERRI SI DIMETTA’

In merito agli aumenti di Tarsu e Imu della Giunta Perri, è intervenuto il segretario cittadino della Lega Lombarda Lega Nord Alberto Mariaschi. “E’ incredibile, ma non trascorre giorno che la giunta Perri non faccia proclami di ulteriori aumenti! Considerare fisiologico, scontato, un ennesimo aumento delle tariffe visto che “…la differenziata costa di più…” è una bugia per giustificare un buco di bilancio causato dal sindaco e dalla sua giunta per la cattiva gestione dei conti in questi quattro anni. Per esempio, i tagli che dovevano essere fatti ai dirigenti pubblici già quattro anni fa e che avrebbero consentito di risparmiare più di un milione di euro, che fine hanno fatto? Arrivati a questo punto ci domandiamo se sia vero, come ha affermato il vicesindaco Nolli, che i costi della raccolta differenziata “..poi diminuiranno…” o se, invece, si verificherà lo stesso paradosso del teleriscaldamento a suo tempo voluto dalla sinistra: messo in opera per fare risparmiare i cittadini cremonesi, in realtà non porta i benefici promessi ma anzi costa più del normale riscaldamento a gas. Il risultato delle scelte passate e presenti delle amministrazioni che si sono alternate al governo della città è sotto gli occhi di tutti: oggi i cittadini cremonesi sono chiamati ad una maggiore collaborazione ed impegno per effettuare la raccolta differenziata e come ringraziamento si trovano a dover pagare una tassa sui rifiuti aumentata, la Tarsu, e al tempo stesso devono pagare bollette salate per alimentare un teleriscaldamento dispendioso! Senza contare che AEM, la società che ha installato la rete di teleriscaldamento, obbliga i consumatori ad avere come unico fornitore di calore AEM stessa, impedendo la possibilità di cambiare gestore in un regime di libera concorrenza. La superficiale gestione di questi anni ora porta a scelte scellerate e ad aumenti indiscriminati di tasse e aliquote varie a svantaggio dei cremonesi. Ho già definito il sindaco Perri e il suo sodale Nolli il principe Giovanni e lo sceriffo di Nottingham, ora l’appellativo di “Pinocchietti” mi sembra più appropriato. Sig. Sindaco, lei è stato votato per dare una scossa e portare un cambiamento concreto rispetto alle precedenti amministrazioni. Alla prova dei fatti, lei ha solo illuso i cittadini cremonesi che l’hanno votata e una volta al potere ne ha tradito le aspettative, dimostrando di governare in perfetta continuità con le precedenti amministrazioni di sinistra. Si dimetta.”

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