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Piano rifiuti, Udc: 'Nessun beneficio economico per cittadini'

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Piano provinciale dei rifiuti. Dopo l’approvazione della bozza da parte della giunta provinciale, l’intervento dell’Udc che sollecita lo staff di Salini ad un intervento a favore dell’abbattimento delle tariffe. “Il Piano Provinciale dei Rifiuti – scrive Giuseppe Trespidi, segretario provinciale – è la strenna per i cittadini del territorio cremonese che la Giunta provinciale ha fatto trovare sotto l’albero di Natale. Ben strutturato nella sua stesura. Qualche innovazione rispetto al passato. Alcuni obiettivi ambiziosi in materia di raccolta differenziata. Percorso di accompagnamento alla riduzione o superamento dell’incidenza dell’incenerimento dei rifiuti. Pressoché abbandono dell’uso della discarica. Mancano, però, le misure e gli obiettivi innovativi per diminuire le tariffe ai Cittadini ed efficientare seriamente i costi di gestione – dichiara il Segretario provinciale dell’Udc – Il Piano provinciale dei rifiuti non affronta il superamento della frammentazione contrattuale e gestionale che esiste nel territorio cremonese. Quello che stupisce maggiormente è che nel corso della sua definizione, oggetto di un confronto serrato nel tavolo tecnico istituito ad hoc e del quale fan parte i Presidenti delle Consulte territoriali dei Sindaci, è che non si è colta, per il momento, l’occasione per far fare il salto di qualità all’intero territorio.”

“Per l’Udc – è il commento di Trespidi – occorre non solo definire gli obiettivi dei prossimi cinque anni in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti nonché di incremento della raccolta differenziata ma entrare nel merito di una gestione diversa del servizio e della contrattualistica esistente nel nostro territorio. Il problema della diminuzione dei costi a carico dei Cittadini deve diventare anch’esso un obiettivo prioritario del piano provinciale. Non è accettabile quello che è praticamente scaturito, o che si intravede, nel Piano. Occorre riprendere in considerazione ciò che la legge prevede in materia di definizione degli Ambiti Territoriali Ottimali e stabilire che un Ambito è almeno corrispondente al territorio provinciale. Da ciò conseguirebbe che la gara per l’aggiudicazione del servizio sarebbe una sola per tutto il territorio cremonese con il risultato che, finalmente, avremmo l’unitarietà della tipologia di servizio e, mi auguro, anche di un unico soggetto gestore. Inoltre la gara unica per tutto il territorio sarebbe la logica conseguenza di un unico piano che viene definito a livello provinciale con l’apporto di tutto il territorio”.

“Per l’UDC – continua Trespidi – occorre invertire la tendenza agli aumenti tariffari con tutti gli strumenti che il territorio può avere a disposizione. Una politica vincente è quella di fare gruppo, massa critica, stare insieme. Le fughe in avanti o di lato possono premiare alcuni nell’immediato ma nel medio e lungo periodo sono sempre perdenti. I Sindaci e la Politica devono dare risposte convincenti alle domande che sorgono spontanee dal rapporto con i Cittadini: se l’aumento della percentuale della raccolta differenziata rimane principalmente in capo ai Cittadini, ivi compreso l’aumento delle tariffe, perché il raggiungimento di obiettivi, naturalmente condivisibili, si devono fare con il loro concorso sia riguardo alle modalità di raccolta e di stoccaggio sia in termini di aumento delle tariffe? Inoltre se, come viene pubblicizzato, i rifiuti sono una risorsa perché ad un incremento della raccolta differenziata non corrisponde una diminuzione dei costi a carico dei Cittadini? Non c’è giustificazione adeguata a ciò. – prosegue Trespidi – Infine in questi anni la necessità di efficientare il servizio attraverso la costituzione di una sola società che si occupi di questo servizio non ha mai sfiorato i Sindaci e la Politica del nostro territorio”.

“Un’occasione in tal senso c’è tutt’ora al di la di chi dice che non è possibile. Le principali forze politiche del nostro territorio insieme ai Sindaci se la sentono di affrontare la questione indipendentemente dal fatto che Regione Lombardia avvalendosi di una facoltà prevista dal Testo unico sull’ambiente (tutta da dimostrare), non ritiene necessario definire gli Ambiti Territoriali Ottimali? Ma da noi, – conclude il Segretario provinciale dell’UDC – su un territorio di 360.000 abitanti con 115 Comuni il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti che oggi è affidato a quattro aziende pubbliche, che peraltro svolgono egregiamente il loro compito, non è lecito chiedersi perché la nostra politica e i nostri Sindaci non affrontano la problematica relativa alla riunificazione di queste società in una sola? Quale miglioramento sarebbe possibile nella gestione complessiva del servizio? Ma, soprattutto, quali minori costi avrebbero i cittadini del nostro territorio? Perché ciò che viene ritenuto utile e necessario in altre realtà molto più ampie della nostra da noi non viene neppure preso in considerazione?”.

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