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Congresso Cgil Palmieri verso la rielezione

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foto Sessa

Si è aperta martedi mattina alle 10, la due giorni di congresso della Cgil di Cremona. L’introduzione è stata affidata al segretario uscente Domenico Palmieri, che nella giornata mercoledì 5 marzo, a porte chiuse, verrà con tutta probabilità riconfermato alla guida della Camera del Lavoro per altri quattro anni. Palmieri ha trattato i temi del welfare (va rimodulato ma non smantellato), famiglie, Expo, economia, contratti. Ma soprattutto, al centro dell’agenda sindacale, il lavoro. Che manca, anche alla luce dei dati allarmanti sull’emergenza lavoro: 49 licenziamenti collettivi a febbraio a Cremona. Un aumento del 51 per cento a livello regionale, rispetto al mese precedente. Nel suo intervento – una relazione di 22 pagine al termine della quale è scattato un lungo applauso – c’è stato spazio per l’Europa e per una politica fatta “solo di austerità e di attenzione al pareggio di bilancio”.

Evidenziata anche la profonda frattura tra Cgil e Fiom sugli accordi di rappresentanza, con indebolimento del sindacato);  a livello locale necessità di rilancio per la zona industriale di Tencara  quale Green enterprise zone. Da settembre la Lombardia avrà a disposizione circa 2 miliardi di euro 500 milioni in più rispetto agli scorsi 7 anni – ha detto Palmieri –  “non si può ripetere l’esperienza che ha visto la nostra provincia classificarsi penultima in lombardia, per capacità di accesso ai bandi regionali. Su un totale di un miliardo e 500 milioni, solo 16 milioni sono arrivati sul territorio”.

Presenti all’assise anche i delegati della mozione alternativa a quella del leader del sindacato Susanna Camusso, alla quale aderisce Palmieri. Alberto Madoglio, della mozione Cremaschi, ha detto che il sindacato deve essere – sugli accordi di rappresentaza – più radicale e incisivo. Serve – ha detto – una svolta di 180 gradi per garantire davvero i lavoratori.

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