Grandinata, controlli su 15mila alberi: parte la fase della sicurezza
Già ispezionate 10mila piante del patrimonio arboreo cittadino. Tecnici e agronomi al lavoro per individuare gli esemplari da mettere in sicurezza o abbattere
Dopo l’emergenza e la rimozione degli alberi e dei rami più pericolosi, a Cremona è iniziata la fase più delicata: il controllo dello stato di salute dell’intero patrimonio arboreo cittadino colpito dalla grandinata del 28 agosto. A spiegare il lavoro in corso è il direttore tecnico di Aem, l’ingegner Annalisa Bonini.
“In questa seconda fase stiamo effettuando una ricognizione globale sull’intero patrimonio arborio attraverso ispezioni speditive pianta per pianta.” Un lavoro capillare che parte dal censimento comunale già esistente e che punta a verificare le condizioni di sicurezza di ogni singolo albero presente sul territorio. “Ci siamo dati l’obiettivo di reispezionare circa 15mila piante, che coincidono sostanzialmente con il cento per cento del censimento. In questo momento ne abbiamo già verificate 10mila.”
Dalle prime verifiche emerge un dato significativo: una parte degli alberi controllati dovrà essere abbattuta. “In questo momento gli abbattimenti si aggirano attorno al 3 per cento“, ha spiegato l’ingegner Bonini.
A coordinare i controlli sono gli agronomi incaricati da Aem. L’obiettivo non è soltanto individuare gli alberi già compromessi, ma anche quelli che, pur essendo rimasti in piedi dopo il maltempo, potrebbero rappresentare un rischio per cittadini e passanti.
Le ispezioni vengono effettuate seguendo un preciso protocollo tecnico. Tra i professionisti al lavoro c’è William Rocca, agronomo di Ecoverde Srl, società di consulenza agronomica e forestale con sede a Torino, specializzata nella gestione e nella cura del patrimonio verde. “Si ispezionano varie porzioni della pianta, a partire dalla zona di radicazione, poi il colletto, il fusto, il castello e le branche.”
L’analisi visiva, spiega Rocca, permette di individuare eventuali lesioni, rotture o problemi strutturali che potrebbero compromettere la stabilità dell’albero. “L’ispezione serve per capire se ci sono problemi tali da richiedere l’abbattimento oppure se alcune parti della pianta possono essere messe in sicurezza.”
Tra gli alberi esaminati anche un’albizia gravemente danneggiata dalla tempesta. “Questa pianta presenta un grave danno al castello. È difficile ricostituire la chioma con interventi arboricolturali e probabilmente sarà destinata all’abbattimento.”
Quando il controllo visivo non basta, entrano in gioco anche strumenti diagnostici specifici. “L’ispezione visiva è fondamentale, ma quando necessario effettuiamo approfondimenti con un dendrodensimetro, che misura la densità del legno.”
Ogni situazione viene poi classificata in base al livello di urgenza dell’intervento. “Le priorità sono suddivise in tre livelli. La priorità uno riguarda i casi di rischio imminente e richiede un intervento nel giro di 24 ore.” E proprio durante il sopralluogo emerge uno degli esempi più evidenti. “Qui si vede chiaramente una grossa branca spezzata, incastrata e appesa in chioma. Deve essere rimossa nel più breve tempo possibile.”
Un lavoro che proseguirà nelle prossime settimane e che sarà fondamentale per restituire piena sicurezza al verde pubblico cittadino dopo i pesanti danni provocati dall’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito Cremona alla fine di agosto.