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Tari, Cna: "Non basta rateizzazione, si corregga il Regolamento comunale"

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Tensione altissima sulla Tari dopo la decisione del Comune di non ridurre gli importi delle imposte dovute dalle aziende cremonesi, molte delle quali si sono trovate a dover pagare fino a sei volte più dello scorso anno, limitandosi a proporre una rateizzazione. Le associazioni di categoria sono sul piede di guerra e minacciano di non pagare. Sul tema interviene anche la Cna, che chiede una maggior equità nell’applicazione dell’imposta.

“Non crediamo che ci siano imprese di serie A e di serie B, che producono rifiuti dai valori differenti – esordisce Giovanni Bozzini Presidente di Cna Cremona, all’indomani dell’incontro che il Comune di Cremona ha avuto con le associazioni dei commercianti per discutere del problema “Tari” -. Crediamo che ci siano imprese in difficoltà che sono state prese di mira da una nuova tassa ingiusta, una tassa che va necessariamente ricalcolata. E pensiamo che se il Comune di Cremona vuole risolvere il problema, è obbligato ad affrontare l’argomento con tutte le categorie, non solo con alcune”.

Nei giorni scorsi l’associazione ha evidenziato “come tutte le imprese venissero toccate da questa nuova vessazione – continua Bozzini -. Abbiamo altresì detto che, benché questa rimodulazione della tassa non fosse direttamente imputabile all’Amministrazione Galimberti, era comunque un problema che questa nuova Amministrazione doveva risolvere al più presto. Fa piacere vedere che l’Amministrazione in qualche modo si muova, ma avremmo preferito che avesse coinvolto tutte le associazioni della città, perché la Tari colpisce tutte le piccole e medie imprese indistintamente, non solo quelle di un settore. La gestione dei rifiuti è troppo elevata e insostenibile per i cittadini. E’ ora di capire analiticamente il perchè di questi aumenti, senza  scaricare tutto sulle imprese. Siamo ancora convinti che per risolvere il problema nella sua globalità, l’Unione di tutte le associazioni di categoria deve chiedere di essere ricevuta dai sindaci del nostro territorio, per un confronto urgente sul tema delle tassazioni locali.”

Dalle scorse settimane, quasi ogni giorno, ci sono imprese che si rivolgono a questa o quella associazione per protestare contro la nuova beffa della Tari. “Una tassa che si aggiunge a quelle che le imprese pagano già e che hanno permesso a Cremona di essere al 6° posto assoluto in Italia come città più tassata d’Italia (i dati del Centro Studi Cna hanno rilevato come la pressione fiscale sia passata dal 60,6% del 2011 al 70,9% nel 2014, con un aumento del 10,3%, il terzo per valore assoluto nel Paese)” fanno sapere dall’associazione.

La Cna di Cremona chiese a gran voce che tutte le associazioni di categoria della provincia di Cremona si facessero promotrici di un’iniziativa congiunta atta a concordare una mobilitazione finalizzata alla rimodulazione della tassazione locale, attraverso la costituzione di un tavolo di lavoro, che tenga conto di quello che le imprese già spendono autonomamente per smaltire i rifiuti. Non va infatti dimenticato che molte tipologie di imprese e commercianti sono obbligati dalla legislazione a trattare i loro rifiuti separatamente e per queste operazioni pagano un costo extra elevato.

“La Giunta Perri ha gonfiato i coefficienti della Tari facendoli ricadere sulle imprese – conclude Bozzini –. Ora la nuova Giunta Galimberti non può pensare che sia sufficiente una rateizzazione o un fondo di solidarietà per le aziende maggiormente colpite per archiviare il problema. Molte sono le correzioni da apportare al Regolamento Comunale in materia di Tari, quali: la percentuale massima di riduzione delle tariffe dovute dalle utenze non domestiche che abbiano avviato al recupero rifiuti assimilati sia proporzionale all’effettivo costo sostenuto e non limitato a percentuali irrisorie; omogeneità con i comuni vicini rispetto alla percentuale di esclusione forfettaria per le attività d’impresa in cui sia contestuale la produzione di rifiuti urbani o assimilati e di rifiuti speciali; la trasparenza nella determinazione della tassa e nella conseguente comunicazione alle imprese. Rispetto ai  rifiuti che vengono considerati  ‘assimilabili agli urbani’ che le imprese, invece, avviano al recupero come ‘rifiuti speciali non pericolosi’ a causa di diverse interpretazioni normative la Cna propone di  garantire delle percentuali di riduzione (per la parte variabile della tassa) pari al costo complessivo sostenuto qualora le imprese decidano di conferire i suddetti rifiuti a terzi anzichè al servizio pubblico. C’è molto da fare, come Cna non ci siamo mai tirati indietro e non iniziamo certo ora, ma si sappia che non staremo qui passivamente ad accettare decisioni che ledano gli interessi delle nostre imprese”.

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