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Processo all'ex broker Tolomini, concordato patteggiamento: 4 anni

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Va verso il patteggiamento, l’ex broker Stefano Tolomini, 49 anni, finito a processo con l’accusa di appropriazione indebita. Per l’imputato è già stato concordato il patteggiamento: 4 anni e 1.600 euro di multa. Ora la congruità della pena proposta dovrà essere valutata dal giudice Maria Stella Leone che deciderà se accordarla o meno all’udienza del prossimo 23 gennaio, quando scioglierà la riserva anche sulla richiesta di costituzione di parte civile della IWBank. L’ex broker, di Grontardo, è l’esponente politico cremonese che due anni fa, autodenunciandosi, aveva dato le dimissioni da capogruppo del Pd e da consigliere con delega a Sport e Tempo Libero. Davanti al giudice deve rispondere di un ‘buco’ che supera il milione di euro. I soldi da investire, l’imputato li aveva chiesti a familiari e ad amici ai quali chiedeva di fidarsi perché ci sarebbero stati risultati positivi. Contro di lui vuole costituirsi parte civile la IWBank, che il 27 settembre del 2013, per conto del suo legale, l’avvocato Roberto Sutich, aveva presentato querela per danno di immagine perché  della banca on-line Tolomini “non è mai stato promotore, ma semplice cliente”. Altre 10 persone, invece, si sono già costituite parti civili nel procedimento. Si tratta di coloro che avevano affidato all’imputato i loro soldi da investire. Ma “dalla documentazione fornita da quattro banche non risultano perdite così ingenti”. Lo ha fatto sapere l’avvocato Paolo Zilioli che a processo rappresenta i risparmiatori. Intanto il giudice Leone ha già disposto il sequestro in via cautelativa di metà dell’immobile di proprietà di Tolomini e di un quinto del suo stipendio sulla base del fatto che vi è la possibilità di dispersione del patrimonio. All’imputato, dal 2004 fino al 2012, anno dell’autodenuncia, si contesta l’appropriazione indebita con le aggravanti di aver commesso il fatto con abuso di prestazione d’opera e di aver cagionato ai clienti un danno patrimoniale di rilevante gravità: 256 mila euro ad una coppia, 238 mila euro ad un’altra, 158 mila euro ad un’altra ancora e poi 129 mila, 57 mila, 30 mila, 21.800, 13 mila e 7 mila euro. Tolomini deve anche rispondere di falsità in scrittura privata: per l’accusa, per rassicurare i suoi clienti sul buon andamento degli investimenti aveva confezionato una falsa documentazione bancaria.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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