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Edilizia, illeciti e legami con 'ndrangheta Le accuse a Giovanni Iannone e i suoi

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Dodici le persone in arresto nell’operazione che ha messo nel mirino attività illecite legate principalmente a truffa, appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta e riciclaggio attraverso società edili e di movimento terra. E sebbene non sia stata contestata l’accusa di associazione mafiosa, non mancano i collegamenti con ambienti di ‘ndrangheta, come già detto, considerati i contatti tra Giovanni Iannone e personaggi quali Francesco Lamanna, Salvatore Muto e Nicolino Sarcone (vedi link in basso). Di associazione a delinquere devono rispondere Giovanni Iannone, 56enne originario di Isola Capo Rizzuto (Crotone), suo figlio Antonio Iannone, 35enne crotonese, Carlo Iannone, 62enne di Isola Capo Rizzuto e fratello di Giovanni, Antonio Del Ponte, napoletano 33enne, e Stefan Dragos Babei, romeno 34enne, tutti residenti a Cremona. Si trovano ora in carcere, accusati di far parte di un’organizzazione finalizzata alla truffa, all’appropriazione indebita, al riciclaggio, al falso documentale, al trasferimento fraudolento di valori, ad atti estorsivi, a distrazione di beni, a dichiarazione fraudolenta con fatture per operazioni inesistenti. Obiettivi illeciti per i quali si sarebbe lavorato con la costituzione di società come la Torrazzo Scavi, la Cremona Scavi, la Euro Beton, o attraverso l’acquisto di società, talvolta in chiare difficoltà, come la Top Beton, la Beton 69, la Edil Scavi, la Cremonese Restauri e la Ecoedile, poi intestate a  prestanome e secondo gli investigatori utilizzate per fare contratti di leasing o noleggio e appropriarsi di mezzi da lavoro senza versare le rate necessarie (mezzi che stando all’accusa venivano poi ceduti illegalmente, esportati all’estero o inviati in Calabria). Giovanni Iannone è ritenuto l’organizzatore del sodalizio e l’amministratore di fatto di gran parte delle società citate. Nelle diverse società, con vari ruoli, sono accusati di aver collaborato in attività illecita gli altri soggetti arrestati con lui.

Con altre accuse in cella Oscar Bertini, 64enne di Lonato (Brescia), Christian Patelli, 39enne bergamasco residente a Pianico, Walter Mair, 71enne originario di Bressanone (Bolzano) ma residente a Peschiera del Garda (Verona). Per loro contestata l’associazione a delinquere (in collegamento con la prima) finalizzata a ricevere, acquistare o occultare mezzi da lavoro oggetto di appropriazioni indebite.

In carcere, inoltre, il cremonese 40enne Massimiliano Bidini, accusato di aver favorito gli obiettivi illeciti del gruppo di Iannone con l’intestazione della titolarità di una delle società e della disponibilità di beni.

Dietro le sbarre pure Gezim Sallaku, albanese 42enne domiciliato nella provincia di Brescia, accusato di aver comprato per decine di migliaia di euro alcuni mezzi provento di illecito.

A domiciliari Mattia Confortini, 55enne di Artogne (Brescia), accusato di aver occultato in un capannone di Castiglione delle Stiviere diversi mezzi in cambio di un compenso, e Rosario Montelione, 61enne agrigentino residente a Castiglione delle Stiviere (Mantova), che secondo gli investigatori ha occultato in cambio di un compenso alcuni mezzi in un capannone di Montichiari.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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