Commenta

Violenze, sputi, drogati e siringhe 'Tutelare noi ferrovieri e i viaggiatori' Ecco le testimonianze e il 'dossier Cremona' riservato

“Gli episodi di violenza o inciviltà sono all’ordine del giorno. Quotidianamente abbiamo a che fare con sputi, aggressioni verbali o spintoni. Purtroppo certi soggetti quando vengono trovati sul convoglio senza biglietto reagiscono senza freni”. Sono le parole di un capotreno che conosce bene le linee cremonesi. E che conferma la situazione non positiva dal punto di vista della sicurezza per quanto riguarda proprio queste linee. “Dobbiamo fare i conti con paura e timore – spiega -, tra le teste calde che incontriamo a bordo dei treni c’è un generale senso di impunità. Quando commettono qualcosa le teste calde magari vengono identificate e denunciate, ma poi si mettono il foglietto in tasca e magari ce le troviamo di nuovo sul treno. Manca qualcosa per impedire a tali persone di salire a bordo in quanto clienti sgraditi. A Milano Centrale hanno creato dei gate, dei varchi, per controllare i titoli di viaggio in vista dell’accesso ai binari. Bisognerebbe fare qualcosa del genere almeno nelle stazioni principali, nei capoluoghi di provincia come Cremona. Se si comincia a impedire l’accesso a queste persone si inizia a risolvere il problema a monte. Potrebbe essere utile anche potenziare il servizio di security dell’azienda aumentando l’impiego di vigilanti preparati”.

Non aiuta la condizione della polizia ferroviaria di Cremona, in forte carenza di organico: “Gli agenti non riescono a garantire tutti i turni. Abbiamo un cellulare di servizio, se accade qualcosa dobbiamo chiamare il centralino della polizia ferroviaria regionale. Se poi loro sono costretti a girare la segnalazione ai carabinieri o ai poliziotti delle volanti anziché alla sezione della polizia ferroviaria, perché chiusa, si perde tempo per l’intervento e magari i protagonisti di eventi spiacevoli riescono a scappare. Noi facciamo il possibile per stemperare gli animi, anche a tutela degli altri viaggiatori. Ma possiamo intervenire fino a un certo punto”. “In un giorno ognuno di noi – racconta ancora il capotreno – scorta dai quattro ai sei convogli. Parliamo di un migliaio di persone al giorno. Quindici-venti fuori di testa li troviamo”.

IL DOSSIER SULLE LINEE CREMONESI – Parlano chiaro anche i dati dettagliati sugli episodi di violenza e inciviltà raccolti da Trenord tra i lavoratori. Dati che Cremona Oggi ha potuto visionare nonostante il massimo riserbo. In ambienti aziendali, comunque, dicono che si tratta di nemmeno un terzo degli episodi effettivamente avvenuti. Perché? Perché i dipendenti, vista la procedura burocratica, segnalano attraverso rapporti solo i fatti più importanti. In attesa dei dati completi del 2015 è possibile analizzare in modo approfondito i numeri del 2014 e del 2013 (prima di passare a quanto di ufficiale è disponibile relativamente al 2015). Sulla Cremona-Treviglio ben 58 episodi nel 2013 tra aggressori verbali, sputi, spintoni, passati a 37 nel 2014 (numero comunque ancora elevato) grazie al rafforzamento del servizio di security. Nel 2013 sulla Cremona-Brescia 20 episodi, calati di poco e passati a 15 nel 2014. Sulla Mantova-Cremona-Milano e la diramazione Codogno-Pavia 16 episodi nel 2013, saliti a 32 nel 2014. Un boom. In cui figurano situazioni allarmanti come vandalismi a inizio dicembre 2014 a Piadena (vetri rotti con martelletti d’emergenza) e Malagnino (vetri rotti da sassi lanciati dall’esterno) o, sempre a inizio dicembre 2014, una vicenda pericolosa dal punto di vista sanitario con alcune donne trovate a bucarsi tra i passeggeri in un vagone tra Lodi e Cremona.

Il 2015 è iniziato sulla stessa lunghezza d’onda. A gennaio di quest’anno sulla Mantova-Cremona-Milano quattro le segnalazioni, che parlano di giovani che hanno tentato di compiere furti ai danni di clienti e hanno minacciato personale di bordo, tra il 4 e il 17 gennaio, tra Cremona e Lodi, tra Cremona e Ponte Adda, tra Codogno e Cremona e tra Rogoredo e Codogno. Nello stesso mese sulla Cremona-Treviglio, a Crema, il 2 gennaio un treno è rimasto fermo 36 minuti in attesa delle forze dell’ordine per una rissa tra stranieri. L’8 gennaio due stranieri hanno invece colpito un convoglio con catene a Treviglio dopo essere stati allontanati perché senza biglietto. Il 13 gennaio tra Soresina e Crema viaggiatori hanno insultato e spintonato un lavoratore di Trenord perché trovati senza biglietto. Sulla Cremona-Brescia, a gennaio, un episodio tra Bagnolo Mella e Brescia per viaggiatori senza biglietto e necessario intervento della polizia ferroviaria per l’allontanamento.

“Le linee che passano da Cremona sono tra le più a rischio”, aggiunge un altro capotreno. “Gli episodi – prosegue – sono all’ordine del giorno. Aggressioni verbali, sputi, spintoni. A volte ci troviamo davanti a casi di tentati furti ai danni dei viaggiatori. Il problema riguarda tutti. La carenza di organico della polizia ferroviaria di Cremona è un problema. Anche perché ha competenza su tratte lunghe, con molte fermate. Sarebbe utile pure rafforzare la security dell’azienda. Magari anche rivedendo gli orari, sia della security che delle forze dell’ordine, per garantire più copertura nelle ore serali, la fascia più critica, e al mattino. Ma chiarisco subito che questo non significa che il resto della giornata sia tranquillo. In genere sul treno siamo solo in due, con il capotreno c’è solo il macchinista. E sulle linee cremonesi noi siamo al 50% di presenza femminile”.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti