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'Accordo Lgh-A2a solo se c'è garanzia di spegnere l'inceneritore'

Estremo appello delle associazioni ambientaliste al sindaco Galimberti, ma soprattutto a quella parte di centrosinistra al governo della città che sembra indifferente al tema, affinchè non rinunci alle prerogative minime della democrazia. E inserisca, negli accordi da sottoscrivere come ente locale nella trattativa  Lgh-A2A, la clausola dello spegnimento dell’inceneritore entro un certo periodo di tempo. Il pressing delle associazioni ambientaliste si fa più intenso nei confronti dell’amministrazione cremonese, come ha dimostrato la conferenza stampa di questa mattina di Marco Pezzoni, Benito Fiori e Giovanna Perrotta, rappresentanti di Crea Futuro, Ambientescienze e Legambiente. “Siglando il passaggio ad A2a di gran parte del patrimonio e delle funzioni di servizio al territorio di Lgh – ha spiegato Pezzoni – erede delle nostre municipalizzate, c’è il rischio che si ceda anche la democrazia, ossia la possibilità di una comunità di decidere sul proprio futuro e quindi sul destino dell’inceneritore”.

L’appello, formalizzato in una lettera recapitata al sindaco in queste ore, chiede tra l’altro che si entri “in A2A solo a condizione che adesso sia formalmente decisa, da tutte le parti che ne abbiano titolarità, la programmazione della chiusura dell’inceneritore di san Rocco e siano concordati i contestuali investimenti per garantire l’integrale alimentazione del teleriscaldamento, sganciandolo dalla dipendenza dell’inceneritore”. Attualmente il teleriscaldamento è alimentato per il 30% dal calore derivante dalla combustione dei rifiuti e secondo Pezzoni è indispensabile che il territorio cremonese si candidi ad ospitare impianti innovativi (perdipiù finanziati dalle politiche energetico / ambientaliste dell’UE). “Potremmo anche già indicare un’area – ha detto Pezzoni –  su cui in passato ci sono state obiezioni da parte di associazioni come il Wwf, ma che sono idonee ad ospitare impatti a basso impatto, in grado di produrre occupazione recuperando dai rifiuti le materie prime.  Sto pensando a Tencara, peraltro già inserita in un programma di sviluppo che prevede l’intervento europeo. Ma ce ne sono anche altre”. L’idea è quella della ‘Fabbrica dei materiali’ , per il recupero, riutilizzo e riciclo dei rifiuti come risorsa, con piattaforme  industriali avanzate che, certo “A2A sarebbe costretta ad apprezzare, visto che ormai rappresentano nei contesti più innovativi le alternative sostenibili e strategiche all’incenerimento dei rifiuti”, si legge nella lettera inviata al sindaco. “Questa strada – continua – non cadrà dal cielo, non calerà dall’alto. Se una comunità vuole costituirsi davvero un smart city deve sciogliere i nodi di potere che glielo impediscono. Smart city e inceneritore sono tra loro incompatibili”, affermano ancora gli ambientalisti. La strigliata appare rivolta proprio al centrosinistra alla guida  di Cremona, visto che la bandiera della città tecnologicamente avanzata costituisce uno dei capisaldi delle dichiarazioni di rinnovamento di Galimberti. E che ci siano delle forze ‘resistenti’ all’interno dello stesso centrosinistra Pezzoni e gli ambientalisti lo fanno chiaramente intendere quando osservano che “la cessione di sovranità ad A2A non può essere anche cessione della democrazia, di quanto votato dal Consiglio Comunale. Ma su questo serve una convinzione più determinata da parte della maggioranza di centrosinistra che ha vinto le ultime elezioni”. Per questo occorre conquistarsi l’appoggio degli altri comuni soci di Lgh, Crema, Pavia e Lodi in primis, tutti governati dallo stesso colore politico.

“La fusione tra Lgh e A2A – continua Pezzoni – è l’esito di un percorso ineluttabile e inesorabile per realizzare economie di scala. Dobbiamo prenderne atto. Ma ricordiamo che questo non deve necessariamente far rinunciare all’esercizio della democrazia”. Per sabato prossimo 10 ottobre le stesse associazioni organizzano una tavola rotonda in sala Zanoni (ore 15) per evidenziare l’esperienza realizzata in provincia di Treviso, con 50 Comuni consorziati per il recupero dei rifiuti come materie prime ‘seconde’. La differenziata qui ha già raggiunto l’85% e l’intenzione è di arrivare al 97%. Ne parleranno Enzo Favoino, Mirko Tutino, Franco Bonesso (vicepresidente provincia di Treviso).

Giuliana Biagi

 

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