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Morti per incidenti in calo: 20
nel 2014, 5 in meno del 2013

Se il numero complessivo degli incidenti stradali rimane stabile, diminuiscono per fortuna quelli mortali, passati dai 25 del 2013 ai 20 del 2014. Invariato il numero totale di incidenti: 107 nel 2013 e 104 nel 2014.
Un incidente mortale (Foto Sessa)

Se il numero complessivo degli incidenti stradali rimane stabile, diminuiscono però quelli mortali, passati dai 25 del 2013 ai 20 del 2014. Resta invece praticamente invariato il numero totale di incidenti: 107 nel 2013 e 104 nel 2014. A dirlo sono i dati del rapporto di Aci e Istat che ogni anno fotografano la drammatica realtà delle strade italiane, sempre pericolose nonostante l’evoluzione delle norme di sicurezza e dei controlli.

In tutta la Penisola invece nel 2014 si sono verificati 177.031 incidenti stradali con feriti. In tutto i morti (entro il 30º giorno dall’incidente) sono stati invece 3.381 persone e il ferimento di altre 251.147. Rispetto al 2013, il numero di incidenti è calato del 2,5%, mentre quello dei feriti del 2,7%. Calo molto più contenuto invece per i decessi: -0,6%.

Per la prima volta – e in via sperimentale – è stato anche calcolato il numero dei feriti gravi in incidente stradale in Italia, secondo le indicazioni della Commissione europea. Nel 2014, sulla base dei dati di dimissione ospedaliera, i feriti gravi sono stati circa 15 mila, contro i 13 mila del 2013 (+16%). Il numero di feriti gravi in incidente stradale ogni decesso, invece, è pari a 4,4 (3,8 nel 2013). Nel 2014 si sono registrati 1.491 decessi tra conducenti e passeggeri di autovetture, seguonomotociclisti (704), pedoni (578), ciclisti (273), occupanti di mezzi pesanti (159), ciclomotori(112) e altre modalità di trasporto (64). Nel 2014 si sono registrati 1.491 decessi tra conducenti e passeggeri di autovetture, seguono motociclisti (704), pedoni (578), ciclisti (273), occupanti di mezzi pesanti (159), ciclomotori (112) e altre modalità di trasporto (64).

Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (escluse le autostrade), dove si sono registrati 4,63 decessi ogni 100 incidenti. Le vittime sono state invece 1,13 ogni 100 incidenti sulle strade urbane e 3,14 sulle autostrade. Il numero dei morti diminuisce su autostrade e strade extraurbane (-10,6% e -3,8% sull’anno precedente), aumenta, invece, sulle strade urbane (+5,4%).

Il venerdì è il giorno della settimana in cui si concentra il maggior numero di incidenti (27.201, pari al 15,4% del totale). La domenica avvengono, però, i sinistri più gravi (3,1 morti ogni 100 incidenti), seguita dal sabato (2,3). Nella fascia oraria notturna (tra le 22 e le 6 del mattino), l’indice è più elevato fuori città. L’indice di mortalità per i pedoni (morti ogni 100 incidenti) è ben quattro volte superiore rispetto a quello degli occupanti di autovetture (2,75 contro 0,67). Per i motociclisti e i ciclisti il valore dell’indice è, invece, più che doppio rispetto a quello degli automobilisti (1,69 e 1,41).

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