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Il virtuosismo del violinista
Dan Zhu sul palco
dell'auditorium G. Arvedi

Nella domenica che chiude la Festa del Torrone, il 29 novembre, il Museo del Violino offre alla Città un grande appuntamento di musica:  alle ore 11.00, torna sul palcoscenico dell’Auditorium Giovanni Arvedi Dan Zhu, “uno degli artisti cinesi emergenti internazionali” per la rivista Grammophone, “un artista di cui colpiscono la toccante umiltà e lo splendido suono” per il mensile The Strad.
Al giovane virtuoso sarà affidato per il concerto il violino “Principe Doria” 1734 di Giuseppe Guarneri del Gesù, appartenente ad un collezionista privato ed esposto eccezionalmente in questo periodo al Museo, grazie al progetto “friends of Stradivari”.
Dan Zhu, accompagnato al pianoforte da Claudio Trovajoli, si confronterà con un programma tardo romantico fra Germania e Francia: la Sonata Op.18 di Richard Strauss affianca la Sonata in la maggiore di César Franck.

L’impaginato musicale affianca la Sonata Op.18 di Richard Strauss e la Sonata in La maggiore César Franck. La prima, composta a Monaco nel 1887, riflette nella scrittura un rapporto controverso tra violino e pianoforte, quasi avvinghiati in un abbraccio soffocante. Il compositore attinge a un vario repertorio di episodi e situazioni musicali, ora alternando quasi rapsodicamente momenti di acceso virtuosismo ora svolgendo liriche effusioni, per poi magari subito dopo ritrattarle e oggettivarle in un anelito di purezza.

Un ordine formale di rigore cartesiano governa, invece, la sonata per violino e pianoforte in la maggiore di César Franck, composta solo un anno prima. Il tema principale, esposto dal violino, nel primo tempo, dopo quattro battute di introduzione del pianoforte, è riproposto, rielaborato variamente, in tutti e quattro i movimenti, li avvolge di ardore lirico e li rinsalda con  limpida personalità di scrittura.

Al Museo del Violino è possibile visitare anche “1937. La Vittoria Alata e le celebrazioni Stradivariane”, la mostra appena inaugurata che si dipana lungo il filo invisibile che lega gli strumenti ad arco a una statua di epoca romana. L’esposizione, suddivisa in due sezioni ospitate dal Museo del Violino e dal Museo Archeologico, ripercorre le celebrazioni promosse appunto nel 1937 in occasione del bicentenario della morte di Antonio Stradivari, i giorni della costruzione del Palazzo dell’Arte, capolavoro dell’architettura razionalista recentemente restituito alla sua funzione pubblica proprio come sede del Museo del Violino, e le rocambolesche vicende della splendida Vittoria Alata di Calvatone.

Al Museo del Violino, oltre alle immagini storiche dell’epoca, saranno esposti gli strumenti premiati al concorso di liuteria del 1937, oggi espressione del lavoro dei migliori costruttori del Novecento; al Museo Archeologico esposta una copia della Vittoria Alata di Calvatone, per indagare le misteriose vicende che dal suo ritrovamento accompagnano questa statua.

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