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Vagoni sovraffollati, giovane
sviene sul treno. Lunghi ritardi
Alloni: 'Pendolari lasciati soli'

AGGIORNAMENTO - Un rientro al lavoro traumatico, dopo il ponte dell'Immacolata, per i pendolari della Mantova-Cremona-Milano. Durissimo il commento del consigliere regionale Agostino Alloni: “Questa mattina il mondo si è fermato a Treviglio”.

Un rientro al lavoro traumatico, dopo il ponte dell’Immacolata, per i pendolari della Mantova-Cremona-Milano. L’ennesima raffica di ritardi e di cancellazioni ha infatti messo sotto scacco i lavoratori e gli studenti fin dalla primissima mattina, con l’eliminazione, a causa di un guasto, del Treviglio-Cremona delle 6.07. Il Milano-Mantova delle 6.20 ha quindi accumulato oltre un’ora di ritardo, mentre il Cremona-Pavia delle 7.05 ha accumulato una mezz’ora di ritardo. Problemi anche per il Codogno-Milano delle 7.44, per il Codogno-Cremona delle 8.08 (30 minuti di ritardo per entrambi). Sembra che le difficoltà continueranno anche nel corso della mattinata: il Mantova-Milano delle 8.50 viaggia con circa 40 minuti di ritardo.

Come se non bastassero i ritardi, i pendolari continuano a lamentare il sovraffollamento dei convogli, in particolar modo quello che parte a 6.40 da Mantova per arrivare a 8.40 a Milano. Una situazione che fa emergere polemiche anche tra gli stessi pendolari. “Un ragazzo è appena svenuto nel mini atrio tra le porte e non riesce a riprendersi per la mancanza di ossigeno” racconta una donna su Facebook, nel gruppo dedicato ai pendolari. “Siamo peggio di un carro bestiame, per fortuna c’era una signora infermiera! E i lodigiani erano pure scocciati perché non li abbiamo fatti salire dato che era sdraiato in terra”.

AGGIORNAMENTO – Durissimo il commento del consigliere regionale Agostino Alloni. “Questa mattina il mondo si è fermato a Treviglio” attacca. “Tutte le linee del servizio ferroviario regionale da e per Milano, Verona, Brescia, Cremona, transitanti per Treviglio, hanno subito uno stop forzato per quasi due ore dalle ore 8.30. Migliaia di “clienti” sono rimasti in balia di un annunciato ma imprecisato guasto, prima a Pioltello, e poi a Melzo. Con l’unico annuncio sonoro chiaro che ripeteva  che i treni sarebbero rimasti fermi per un tempo imprecisato”.

Alloni stamattina viaggiava sul treno che da Crema lo avrebbe portato a Milano con appunto un ritardo di due ore. “Il nodo non è solo il servizio ferroviario insufficiente cadenzato quotidianamente da disservizi e ritardi ma anche la scarsa comunicazione alla clientela da parte di Trenord –  spiega Alloni -. Nelle due ore intercorse tra l’arrivo e la ripartenza da Treviglio, sugli schermi visivi presenti in stazione non compariva alcun avviso di ritardo dei diversi treni. I capitreno si sono limitati ad allargare le braccia in segno di resa di fronte alla impossibilità di avere informazioni certe sul cumulo dei ritardi. I pendolari sono stati lasciati da soli a gestire gli appuntamenti di lavoro, di studio e di coincidenze aeree e ferroviarie per altre destinazioni a Milano. Ho personalmente visto scene di persone e famiglie che dovevano decidere il da farsi rispetto a biglietti acquistati per partenze in aereo per destinazioni internazionali che stavano per perdere. Quello che mi preme sottolineare non è tanto l’ennesimo episodio di grave disservizio del trasporto ferroviario regionale che è occorso sulle corse transitanti da Treviglio – inefficienza che fa a pugni con i dati e gli indici di puntualità che ci vengono propinati da Trenord e dall’Assessore Sorte – ma il fatto che nessuno, ripeto nessuno, sia stato in grado di darci una adeguata informazione sui ritardi e, di conseguenza, di poter decidere il da farsi. In passato situazioni analoghe venivano gestite con i bus sostitutivi che ora sono spariti, nei fatti, con il nuovo contratto intercorso tra Regione Lombardia e Trenord”.

Laura Bosio

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