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Lgh-A2A, il Consiglio
comunale dà il via libera
dopo sei ore di dibattito

AGGIORNAMENTO FINALE - Con 20 voti favorevoli e 5 contrari (Lista Obiettivo Cremona, Carpani della Lega Nord e Maria Lucia Lanfredi, M5S) il consiglio comunale ha dato il via libera all'accordo tra A2A e Lgh. Galimberti: linee guida vincolanti pereconomia circolare e chiusura inceneritore entro 2024.

AGGIORNAMENTO FINALE – Con 20 voti favorevoli e 5 contrari (Lista Obiettivo Cremona, Carpani della Lega Nord e Maria Lucia Lanfredi, M5S) il consiglio comunale ha dato il via libera all’accordo tra A2A e Lgh. Usciti al momento del voto, dopo aver fatto le loro dichiarazioni, i quattro consiglieri di Forza Italia, Fasani di Ncd, Ventura di Fratelli d’Italia, Zanardi del Misto e Fanti della Lega. Assente anche Giancarlo Schifano, Pd. Un epilogo ampiamente già scritto in mattinata, quando il centrodestra aveva spiegato le ragioni di quella che sarebbe stata un’assenza strategica (leggi qui). Il Consiglio è durato oltre sei ore, durante le quali gli interventi dei consiglieri di maggioranza hanno mostrato le diverse sfacettature della questione anche all’interno di quell’area politica che ha perseguito la partnership. Dalle preoccupazioni ambientali di Roberto Poli (Pd) e degli esponenti di fare Nuova la Città, alla difesa dell’operato della dirigenza Aem negli anni passati, dirigenza attaccata da più parti della minoranza in particolare da Carpani Lega Nord e Lanfredi M5S, la quale ha parlato di “mostro che avvelena il territorio” a proposito dell’inceneritore e di cattiva gestione finanziaria. All’esponente M5S ha risposto Francesca Pontiggia, Pd: “Quello che voi chiamate buchi sono stati investimenti per la città. Ricordiamo che nel 2010 sono stati conferiti gli asset di Aem in Lgh, ossia  patrimonio e relativi debiti. Allora il debito era di 400 milioni, oggi circa 320”.

AGGIORNAMENTO – Per oltre un’ora il sindaco Gianluca Galimberti ha illustrato le motivazioni alla base dell’accordo tra Lgh e A2a, nel corso del Consiglio comunale convocato per l’occasione. Galimberti ha fatto tra l’altro una sorta di appello alle forze consigliari affinché si allargasse la base che sostiene l’accordo. Appello non raccolto da Forza Italia, né da Zanardi del Misto, né da Ventura di Fratelli d’Italia; men che meno da Carpani (Lega Nord) che ha fatto un durissimo intervento sulla gestione fallimentare di Aem e di Lgh negli ultimi anni. Sulla base del percorso fatto con Forza Italia, Ncd e Lega per Padania Acque, viene auspicato una analoga condivisione anche su Lgh.

Nel frattempo era iniziata la pacifica ma rumorosa contestazione del comitato per l’acqua pubblica in cortile Federico II. Tra i manifestanti, Francesca Berardi, segretario di Rifondazione Comunista, il partito che insieme a Sel aveva dato vita alla coalizione Sinistra per Cremona, coalizione andata in frantumi con il voto favorevole alla delibera, annunciato dal consigliere Filippo Bonali. “Quella che stanno votando – commenta una voce storica del partito, Celestina Villa –  è una delibera con ampi profili di legittimità. Si tratta di una vendita pura e semplice, di Lgh ad A2A. Altra cosa sarebbe stata la fusione, che qui invece viene data come possibilità, da qui a tre anni, e solo se A2A lo vorrà. Ma su questo, il sindaco non ha voluto ascoltarci. Temo che anche la parte di coalizione in cui eravamo rappresentati, in questo modo si indebolirà parecchio”.

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I CONTENUTI DELL’INTERVENTO DEL SINDACO – Galimberti ha citato la delibera del 30 marzo in cui venne approvato l’atto di indirizzo sulle partecipate con due capisaldi: razionalizzazione delle società e attenzione alla governance.

“Che cosa stiamo facendo? – ha detto –  La risposta, dal nostro punto di vista, è che stiamo costruendo una partnership industriale, un’alleanza che ha motivo e significato profondi e che ha un obiettivo di fondo che in queste settimane più volte è stato descritto e analizzato: il mantenimento, la sostenibilità e il rilancio di diversi servizi pubblici che interessano il territorio della nostra città, il territorio intorno alla nostra città e i territori che fanno parte della holding Lgh. E’ il senso profondo di una politica, di una Giunta e di una coalizione che si sono attivate per scandire i passi di un percorso importante. I ringraziamenti sono per tutti quelli che hanno voluto dare il loro contributo, anche di opinione contraria.

I SERVIZI  – Di acqua si occupa Padania Acque, società in house. Di manutenzione strade, gestione della sosta, spazzamento neve, semafori e segnaletica, varchi elettronici ovvero di molti servizi essenziali in città, si occuperanno AEM, su cui stiamo molto lavorando in un percorso virtuoso di risanamento, e la nuova società “Servizi per Cremona”, che stiamo costruendo e che opererà dal prossimo anno. Seguendo le linee indicate dal Consiglio comunale, questi servizi saranno gestiti con maggior indirizzo e controllo da parte del Comune stesso. In particolare, l’illuminazione pubblica sarà oggetto nel prossimo futuro, di un progetto di ammodernamento che consentirà risparmio energetico.
Quando parliamo di LGH parliamo pertanto non di tutti i servizi, ma di alcuni servizi: energia elettrica e gas, igiene urbana (raccolta e smaltimento dei rifiuti), teleriscaldamento, servizi per una smart city”

Anche il semplice mantenimento degli standard dei servizi erogati richiede capitali, che al al momento Lgh non ha. Galimberti ha portato un esempio: “Il servizio di distribuzione gas dall’anno prossimo andrà a gara. Per vincere questa gara occorre avere capitali che garantiscano investimenti adeguati. Le infrastrutture della nostra città sono un patrimonio che va mantenuto, manutenuto e innovato. Capitali e investimenti consistenti servono anche per la distribuzione e la vendita di elettricità e per il teleriscaldamento. Sono infatti servizi importanti e anche onerosi per chi immagina di avere economie di scala maggiori e ampliamento dei clienti che consentono la sostenibilità di un’azienda e quindi dei servizi. Anche se parliamo di rifiuti, la contiguità territoriale è un modello di efficientemento dei servizi. Avere la possibilità di una gestione integrata sovraterritoriale apre inoltre altre possibilità.
Per quanto riguarda le telecomunicazioni, Lineacom ha bisogno di un rilancio industriale per competere nel mercato. La possibilità di andare ad un accordo con società maggiori che hanno questo business è una possibilità importante”.

LA QUESTIONE DEBITI – Alla base della scelta, spiega Galimberti, sta la situazione debitoria di Aem, circa 100 milioni. Il sindaco ha spiegato che Aem ha al momento “sei creditori principali e uno stand still, che vuol dire ’fermatevi nel richiedere esigibilità del debito, costruiamo un piano che consenta un rientro totale della situazione debitoria’”. Qui arriva l’appello, non nuovo, alle minoranze, citando il recente caso di padania Acque:   L’11 dicembre di questo mese, dopo un intenso lavoro, siamo arrivati alla costruzione del Cda della nuova Padania Acque: “Per il Cda abbiamo trovato un accordo tra forze politiche diverse. Il passo successivo è il conferimento delle reti idriche da Aem alla nuova società: un passaggio importantissimo sia per Aem nel suo piano di rientro, sia per Padania Acque. Altri elementi sono: il piano di razionalizzazione che prevede il mantenimento della sosta, la vendita di Km, la vendita del lotto per il Polo Tecnologico e proprio la partnership tra Lgh e A2A”. In altri termini: il debito di Aem Spa si ridurrà in virtù della cessione delle reti idriche cremonesi alla nuova società dell’acqua, si parla di 60 milioni di euro.

“Se questa operazione non venisse realizzata – ha conitnuato Galimberti – noi ci ritroveremmo il prossimo anno a dover ripetere questa operazione, ma avendo perso la possibilità di una contrattazione sul piano industriale e ad un prezzo decisamente inferiore. Questa partnership, dunque, significa mettere a tutela il patrimonio del nostro territorio e di tutti i territori dentro a Lgh”.

Quanto alla governance, “abbiamo costruito atti di indirizzo vincolanti all’interno dell’offerta. Noi abbiamo insistito su alcuni elementi: abbiamo lavorato perché ci fosse una chiara indicazione rispetto all’innovazione in ambito ambientale e rispetto all’economia circolare. L’altro elemento su cui abbiamo insistito è quella relativa al tema delle telecomunicazioni che riguarda un’azienda che ha sede nel nostro territorio con relativi posti di lavoro. Fare questa operazione significa la costruzione di un piano industriale e il mantenimento di posti di lavoro”.

INCENERITORE – “Rispetto alla questione dell’inceneritore – conclude Galimberti – nell’intervento di ottobre già dissi che noi abbiamo davanti da qua al 2024 due no e un si: no alla costruzione di un nuovo inceneritore, no al revamping forte dell’attuale inceneritore, sì alla costruzione di un piano industriale per chiudere l’inceneritore entro il 2024 dentro quel percorso già intrapreso che vede due tavoli al lavoro (regionale e Lgh) e dentro la partnership con A2A. Lgh ha inviato una lettera in Regione che rafforza la sua posizione, ovvero che non è nei piani di Lgh né la costruzione di un nuovo inceneritore, né il revamping. Il documento regionale recepisce queste indicazioni di Lgh. Quello dell’inceneritore è un percorso dentro un contesto: l’impianto è di proprietà di cinque territori, ha un ammortamento significativo ed è inserito nella rete nazionale degli inceneritori con lo Sblocca Italia. Dentro questo contesto, rimangono quei due forti no e quei due forti sì.

GOVERNANCE – Lgh, con questa partnership, avrà cinque rappresentanti (uno per territorio), più il presidente e ci sarà un comitato territoriale che manterrà il collegamento con i territori. Noi dobbiamo costruire un sottopatto parasociale del 49% per rendere i territori più uniti e dunque più ‘pesanti’ dentro la partnership. Dopo l’approvazione della delibera si aprono giorni in cui definire il contratto anche in relazione alla governance. Dobbiamo costruire un piano industriale corrispondente alle linee vincolanti e forte negli ambiti ambientale e delle telecomunicazioni. Noi sosteniamo, alla luce di un lavoro attentissimo e lungo, che con questa partnership potremo garantire servizi sostenibili, di qualità a servizio dei cittadini e in una logica di innovazione necessaria”.

gb

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Commenti
  • paolo

    non c’è bisogno di chiuderlo entro il 2024 cadrà a pezzi in quanto è una ciofeca

    • Nokia

      La ciofeca fa risparmiare alla città 7.500 tonnellate equivalenti di petrolio. Lei?

  • paolo

    essendo ignorante non so cosa significa 7500 tonellate equivalenti di petrolio, la mia istruzione si fa per dire è fermata alla 5 elementare ripetuta due volte, però io essendo un piccolo artigiano do lavoro a 2 persone d’inverno e tre d’estate e lei cellulare nokia a quante persona da lavoro? o come presumo è un miracolato e lavora si fa per dire in qualche partecipata ?

    • Nokia

      No, io mi occupo della difesa dell’ambiente, a volte da ignoranti come lei. 7.500 TEP cioè circa 7.000.000.000 di litri di benzina (adesso è più chiaro?).

      • paolo

        nonostante cerchi di spiegarmelo devo riconoscere che non comprendo le cose tecniche le ripeto la mia istruzione si è fermata alla 5° elementare e quindi mi sono dedicato al lavoro prima con mio padre adesso da solo nel mio piccolo però sono soddisfatto per il mio lavoro e per aver dato la possibilità ai miei collaboratori di avere un reddito.

        • Nokia

          Ma guarda che altruista.. ma perché tanto astio con l’inceneritore? garantisce lavoro a circa 40 persone, 5 laureati, 20 diplomati, il resto come lei.. fa risparmiare tanta energia alla città e le emissioni sono molto contenute. In città ci sono impianti pericolosi, o almeno così classificati, sa quali sono?