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Al Museo del Violino un'altra
opera d'arte: il volto di Stradivari
plasmato da Coppetti

Intenso programma di iniziative per lo Stradivari Memorial Day, fuori e dentro il Museo del Violino, dove sono esposti 8 strumenti del Maestro che costituiscono una testimonianza eloquente del genio del costruttore.
foto Sessa

Intenso programma di iniziative, oggi, 18 dicembre,  per lo Stradivari Memorial Day, fuori e dentro il Museo del Violino, dove sono esposti 8 strumenti del Maestro che, insieme agli attrezzi, alle forme ed ai disegni originali della sua bottega, costituiscono una testimonianza eloquente del genio del costruttore. Accanto ad importanti celebrazioni che continuano per tutta la giornata fino a concludersi con il concerto da tempo sold out dei 12 violoncellisti della Berliner Philarmoniker all’auditorium, ce n’è stata una nel pomeriggio che ha assunto un particolare significato: è stata la consegna al Museo del Violino dell’altorilievo in bronzo di Stradivari realizzato questa estate dallo scultore cremonese Mario Coppetti, un’opera straordinaria modellata in creta all’età di 102 anni e fusa appositamente per l’occasione. Coppetti fu, nella sua lunga storia professionale e umana, anche insegnante alla scuola di liuteria (ed ebbe tra gli altri come allievi Mosconi, Scrollavezza e Morassi). Proprio la scuola di liuteria ha realizzato per l’altorilievo di Coppetti il supporto in legno a testimonianza di come tradizione, storia, arte e cultura debbano fondersi nel nome della grande liuteria cremonese. Coppetti realizzò l’altorilievo già nel 1987, in occasione del duecentesimo della morte di Stradivari e delle grandi manifestazioni che in quell’anno si tennero in città. Era un’opera in terracotta e venne acquistata dalla famiglia Stradivari di Milano, eredi del grande liutaio. Allo scultore restavano solo le fotografie di quell’opera, così questa estate si è rimesso al lavoro per consegnare oggi l’altorilievo in bronzo al Museo del Violino, custode della storia e dei capolavori della nostra liuteria. E’ l’ennesimo dono artistico di Coppetti alla nostra città. Il direttore del Museo del Violino Virginia Villa e il presidente di “Stradivari Friends” Paolo Bodini hanno ricevuto il dono direttamente dalle mani dello scultore tra gli applausi dei presenti.
Com’è noto non esiste un ritratto di Stradivari dell’epoca e il grande maestro di Coppetti è un’opera di fantasia, così come la statua realizzata da Gianfranco Paulli e già in piazza Marconi o quella di Floriano Bodini in piazza Stradivari. Ma è un’opera davvero intensa, uno Stradivari pensieroso che cerca di capire quale strumento può realizzare da una tavola di legno.

Successivamente sono stati letti brani della biografia scritta da Alberto Savinio, letti e recitati da Dario Cantarelli, si alternano alle incursioni musicali nel repertorio virtuosistico della solista Lena Yokoyama che, per l’occasione, suonerà i violini “Clisbee” 1669 e “Cremonese” 1715 (ingresso libero). Per tutta la giornata Casa Stradivari, prima abitazione nuziale del liutaio in corso Giuseppe Garibaldi 57, è stata aperta al pubblico, che potrà visitare anche lo show room dell’Associazione Stradivariazioni ospitato all’interno; Alle 19.00, la Fanfara dei Bersaglieri rende omaggio alla tomba di Stradivari nei Giardini pubblici di piazza Roma, dove un tempo sorgeva la Basilica di San Domenico.

Questa sera alle 21 sul palcoscenico dell’Auditorium Giovanni Arvedi saliranno i Dodici Violoncellisti dei Berliner Philharmoniker: un complesso a dir poco inconsueto, che vide la luce ben quarantatré anni fa, in occasione di una produzione radiofonica di Hymnus, il celebre brano di Julius Klengel per dodici violoncelli. Da allora il cammino dei Dodici è stato costellato di grandi successi, grazie alla versatilità dei componenti, che hanno scelto non solo di eseguire opere di autori contemporanei scritte espressamente per loro, ma anche di avventurarsi nel vasto catalogo di trascrizioni, visitando i repertori più diversi. Dal barocco al jazz, dal romanticismo francese al tango argentino, il programma del concerto cremonese, che spazia da Johann Sebastian Bach a Astor Piazzolla, da Heitor Villa-Lobos a Jorge Ben, si segnala per la piacevole varietà che, unita al virtuosismo di questi eccezionali musicisti, rende ogni loro apparizione un appuntamento imperdibile.

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