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Ironia M5S: 'In una settimana
A2a perde 340 milioni di euro
di capitalizzazione'

Continuano le prese di posizione delle forze politiche dopo il via libera all’accordo Lgh-A2a. Molto critico il Movimento 5 Stelle di Cremona che ha diffuso una nota dal sapore ironico.

Continuano le prese di posizione delle forze politiche dopo il via libera all’accordo Lgh-A2a. Molto critico il Movimento 5 Stelle di Cremona, con una nota dal sapore ironico che pubblichiamo integralmente:

“Martedì scorso 15 dicembre si dipanava l’ultimo nodo della vicenda che doveva condurre ad ogni costo il 51% di Lgh tra le braccia dell’amante caritatevole A2a, generosamente pronto a soccorrere la pulzella in ambasce per la sua grave situazione finanziaria generata dal fato incolpevole. Le ultime resistenze in quel di Rovato erano state travolte dalla solerte operosità delle diplomazie politiche, ovviamente disinteressate a livello personale e unicamente mosse dalla tutela dei cittadini.
Quel giorno A2a in Borsa quotava 1,35 euro e gli analisti pronosticavano futuri radiosi per il colosso più milanese che bresciano, dato che in un colpo solo avrebbe potuto spaziare anche nelle province di Cremona, Lodi e Pavia, oltre che in Franciacorta. Futuri radiosi descritti anche dal sindaco Galimberti, nel suo sobrio discorso in Consiglio comunale, con i consiglieri della minoranza che, per vincere il sonno, puntavano sulla durata dello stesso: chi diceva 69, chi 76, ma è stato un outsider che preferisce restare anonimo a vincere azzeccando con grande anticipo gli 88 minuti finali.
Ma la Borsa è birichina e imprevedibile ed oggi A2a ha chiuso a 1,24 euro, cioè, in meno di una settimana ha perso oltre l’8% del suo valore, pari a circa 340 milioni di euro di capitalizzazione! Questo è quello che gli amministratori cremonesi dovrebbero spiegare ai cittadini: hanno deciso di consegnare il patrimonio pubblico costruito in cento anni di storia alle speculazioni di Borsa, dove gli operatori di maggior successo vengono paragonati agli squali, non certo alle consorelle di Madre Teresa di Calcutta.
Tra l’altro, non è mai stato chiarito in che modo verrà definito quel 50% in azioni di A2a del corrispettivo per la cessione della maggioranza di Lgh. Un quantitativo di azioni fisso indipendentemente dalla quotazione del titolo in Borsa e, in tal caso, quante sono? Un valore in milioni di euro fisso, che verrà trasformato in azioni in una data determinata e, in tal caso, qual è la data? Invece di prodigarsi in logorroici giri di parole di scarso significato, con claque compiacente al seguito, sarebbe meglio che i rappresentanti dei cittadini cremonesi parlino chiaro, facendosi capire da tutti, soprattutto da coloro che li hanno eletti.
Oltre a definire questo aspetto, dovrebbero anche informarli che A2a, per decisione della Corte di Giustizia dell’Unione, dovrà versare 290 milioni di euro nelle casse pubbliche per la restituzione di aiuti di Stato illegittimi, con relativi interessi. E dovrebbero anche rendere noto che la holding Carlo Tassara di Romain Zaleski ha intentato una maxi causa, in sede civile, contro A2a e Edf per gli “ingentissimi danni subiti al valore della propria partecipazione in Edison”, con richiesta di risarcimento nella misura che risulterà in corso di causa, oltre ad interessi legali e rivalutazione monetaria. Senza dimenticare di aggiungere che A2a fa dell’incenerimento uno dei suoi punti di forza nella gestione dei rifiuti. Con tanti saluti alle promesse elettorali…
San Matteo Renzi, provvedi tu con qualche decreto salva qualsiasi cosa, altrimenti siamo nei guai”.

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    Ecco da chi arriva la lezione: Il “divorzio” da Chiarelettere è costato caro a Gianroberto Casaleggio. La società di consulenza del cofondatore delMoVimento 5 Stelle, che cura tra l’altro il blog di Beppe Grillo, ha infatti chiuso il bilancio 2014 con una perdita di 152mila euro contro l’utile di 255mila messo a segno l’anno prima. Quando si è interrotto il contratto con il gruppo editorale Mauri Spagnol, per il quale la Casaleggio associati seguiva la comunicazione online oltre a gestire il sito cadoinpiedi.it, nato come “comunità degli autori di Chiarelettere” (che è anche tra gli azionisti de Il Fatto Quotidiano). Di conseguenza, stando al bilancio depositato pochi giorni fa, i ricavi ottenuti dalle attività di consulenza strategica e dall’editoria digitale sono scesi del 25%, da oltre 2 milioni di euro a 1,5 milioni.

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    Nessun dividendo, dunque, per Casaleggio e il figlio Davide, che hanno entrambi il 30% e nel 2014 si erano spartiti con gli altri soci Luca Eleuteri (che è uno dei fondatori e ha il 20% delle quote) e Marco Bucchich (a cui all’epoca faceva capo un altro 20%) una cedola da 245mila euro. La perdita della società è stata coperta utilizzando 4.237 euro di utili portati a nuovo e 147mila euro diriserva straordinaria. Riserva che è stata costituita ad hoc nel corso dell’esercizio. Durante l’anno, poi, i debiti sono saliti da 376mila a 406.545 euro e gli oneri finanziari sono passati da 1 milione a 2,2 milioni di euro.

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  • paolo

    anche se non apprezzo il partito o movimento dei 5 stelle devo riconoscere che hanno detto la verità molto scomoda alla classe politica che ci sta governando .