Commenta

Incontro in Comune
con i vertici
della nuova Asst

“Vogliamo lavorare intensamente e in modo continuativo e strutturato con la nuova Azienda Socio Sanitaria Territoriale”. Ha esordito così il sindaco del Comune di Cremona Gianluca Galimberti nell’incontro fortemente voluto dall’Amministrazione comunale con i nuovi vertici dell’Asst di Cremona, avvenuto nel pomeriggio di martedì 12 gennaio nella Sala Giunta di palazzo comunale.

Al tavolo, a fianco del sindaco, la vice Maura Ruggeri e l’assessore al Welfare di Comunità Mauro Platè che ha la delega ai rapporti proprio con l’Asst, con l’Azienda Speciale Consortile del Distretto Sociale Cremonese e con l’Agenzia di Tutela della Salute Val Padana. Per la nuova Asst di Cremona, erano presenti Camillo Rossi (Direttore generale), Alessandra Bruschi (Direttore amministrativo), Salvatore Mannino (Direttore sanitario) e Paola Mosa (Direttore Socio-sanitario).

“La riforma sanitaria – ha continuato il sindaco – è una grande sfida da affrontare insieme nella consapevolezza che occorre gestirla come sistema. Dentro questo contesto, in particolare, riteniamo assolutamente indispensabile rafforzare e implementare il ponte tra la parte sanitaria e la parte sociale e condividere, a partire da quanto è già in atto e insieme all’Ats, gli indirizzi di programmazione dei prossimi anni sul territorio”.

“Con la costituzione dell’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Cremona – ha spiegato Camillo Rossi – si aprono nuovi orizzonti per la sanità. Aspetto peculiare sarà l’integrazione sempre maggiore fra ospedale e territorio; integrazione portatrice di nuove alleanze e strategie sinergiche fra gli specialisti e i medici di medicina generale con una maggiore attenzione alle patologie croniche e alla persona. Tradotto in pratica significa garantire ai cittadini la cura migliore in base al loro reale bisogno di salute da gestire quando e dove serve, in ospedale o al domicilio. La sfida che ci attende non è immune da difficoltà, a partire da un profondo cambiamento culturale in tema di modelli assistenziali. Allo stesso tempo può offrire splendide opportunità proprio nello sviluppo di rapporti organici fra medicina di base, medicina specialistica e il settore sociale.

Il nostro mandato ha validità triennale, un tempo breve che richiede da subito un approccio pragmatico e uno sguardo, scevro da pregiudizi, verso l’innovazione. Per l’applicazione della riforma (Legge 23/2015) e il raggiungimento di risultati visibili, sarà importante costruire una relazione di scambio continuo fra Ats della Val Padana e Asst del territorio (Crema, Mantova, Lodi, ecc) finalizzata a progettare insieme setting assistenziali all’interno dei quali è il medico a spostarsi verso il paziente. Altri aspetti su cui puntare nel prossimo triennio? La ricerca e le collaborazioni con il mondo del volontariato. Fondamentale sarà l’interazione anche fra le diverse istituzioni come il Comune di Cremona e i Comuni del territorio. L’incontro di oggi, non solo conferma la necessità di un dialogo aperto, ma pone presupposti molto interessanti per un confronto estremamente positivo e concreto proiettato al futuro”.

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti