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Calcioscommesse, è ufficiale:
il processo sarà celebrato
a Cremona. Ok del Ministero

Dopo diversi incontri, trattative e varie altre ipotesi vagliate, è arrivata la conferma ufficiale con l’ultimo briefing tenutosi in tribunale al quale ha partecipato Antonio Mungo, direttore generale delle risorse materiali, dei beni e dei servizi del ministero della Giustizia.

di Sara Pizzorni

Il processo sul calcio scommesse si farà a Cremona, dove è nata l’inchiesta della procura. Non era poi così scontata la decisione di celebrare il processo a Cremona, visti i problemi di sicurezza creati dall’elevato numero di persone e dagli spazi ristretti del tribunale cittadino. Oggi, però, dopo diversi incontri, trattative e varie altre ipotesi vagliate, è arrivata la conferma ufficiale con l’ultimo briefing tenutosi in tribunale al quale ha partecipato Antonio Mungo, direttore generale delle risorse materiali, dei beni e dei servizi del ministero della Giustizia.

Questa mattina Mungo ha incontrato la presidente del tribunale Ines Marini, il procuratore Roberto di Martino, il presidente della sezione penale Pio Massa, il giudice Pierpaolo Beluzzi e la dirigente del tribunale Laura Poli. C’è poi stato, da parte del dirigente del ministero, un sopralluogo nelle aule di palazzo di giustizia, e poi la decisione ufficiale.

Il processo sul calcio scommesse, che vede 104 imputati, si farà in tribunale a Cremona in tre aule collegate tra loro da un sistema di videoconferenza ideato dal giudice Pierpaolo Beluzzi, super esperto di informatica. La aule interessate saranno la polifunzionale, che si trova al piano terra di palazzo di giustizia, l’assise e l’aula penale, entrambe al primo piano. La prima udienza preliminare del processo è già stata fissata al prossimo 18 febbraio. Si parla di due udienze a settimana il lunedì e il martedì.

E’ un processo che mobiliterà tanta gente, e proprio per questo, decidere di celebrare il processo a Cremona non è stato semplice. Anche in termini di costi a carico del ministero. Come alternativa, era stata valutata anche l’ipotesi di un trasferimento nella sala Maffei della Camera di Commercio, sede che avrebbe accolto un maggior numero di persone ma contemporaneamente avrebbe creato maggiori problemi di sicurezza.

C’era anche la possibilità che il processo venisse spostato a Brescia, la cui procura generale, essendo distrettuale, ha competenza anche su Cremona. In merito, era intervenuto pubblicamente il procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso, che mercoledì scorso era venuto a Cremona per fare un sopralluogo. Secondo Dell’Osso, quella di Brescia sarebbe stata la soluzione migliore in quanto ci sarebbero stati “spazi più adeguati”, e poi perché “Brescia, sede della Corte d’Appello, sarebbe stata “la sede naturale”, proprio perché gli eventuali processi d’appello sarebbero stati celebrati lì. Invece il processo sul calcio scommesse, così come ha stabilito il ministero, dal quale si ha avuto il massimo supporto e grande attenzione, resterà a Cremona, sua sede di origine.

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