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'Il giardino di gaia'
in scena al Ponchielli
mercoledì 3 febbraio

Nell’ambito della stagione di prosa, la Fonderia Mercury porta in scena lo spettacolo ‘Il giardino di Gaia’: un intreccio di relazioni in cui si annida anche la violenza familiare. Appuntamento , al Teatro Ponchielli mercoledi 3 febbraio (ore 20.30). Per comprendere meglio lo spettacolo, alle 17.30 dello stesso giorno si terrà un incontro dal titolo ‘Un’apparente normalità’, nel Ridotto del Teatro. Per l’occasione, lo scrittore Massimo Carlotto, il regista Sergio Ferrentino con gli attori della compagnia Fonderia Mercury e con il supporto di Luca Crovi affronteranno alcune delle tematiche toccate dallo spettacolo.

All’ingresso in sala, ciascuno spettatore viene munito di radiocuffie, attraverso cui ascolterà ciò che accade in scena, trovandosi totalmente immerso nella narrazione acustica. Il teatro si trasforma in uno studio di registrazione, con mixer, microfoni, leggii e copioni. Il pubblico vedrà gli attori muoversi in funzione sia del microfono sia della parola: sentirà sbattere porte che nessuno ha chiuso e ascolterà musiche che nessuno sta suonando. Quanto avviene sul palcoscenico è al servizio di un’unica dimensione: quella dell’ascolto. Per gli spettatori è come entrare in uno studio radiofonico mentre è accesa la lucina rossa della registrazione.

La storia. Gaia Convento Bruni è una donna con le idee chiare: si è creata una sorta di mondo perfetto, dove gestisce con mano ferma marito, figlio e il ruolo della famiglia in paese. Si ritiene una persona di buon senso e non si ferma di fronte a nulla pur di impedire che qualcosa turbi la quiete della sua esistenza. Quando scopre che il marito vuole lasciarla per un’altra, Gaia non si dispera ma reagisce per salvare il suo matrimonio. Non perché ami alla follia il marito, ma perché nella sua visione del mondo la separazione non è ammessa. Al centro della storia ci sono le relazioni tra persone, stritolate da convenzioni sociali che non sono più in grado di sostenere progetti di vita reali e che la crisi ha reso ancora più “invivibili”. Le persone cercano alternative nella doppiezza, nel replicare clandestinamente affetti e relazioni per reggere la condanna a un’ineluttabile infelicità. In questo intreccio di relazioni si annida anche la violenza familiare, occultata grazie all’indifferenza degli altri. Famiglia, amiche e amici. E amanti. Questo è il mondo che Gaia riunisce nel suo giardino per testimoniare al paese la perfezione del suo modello.

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