Commenta

Lena (Lega) ai sindaci Pd:
'Facciano di più per sostenere
l'area vasta cremonese'

Il consigliere regionale della Lega Nord Federico Lena: 'Sarebbe gradita una posizione più forte dei sindaci del Pd di Crema e Cremona sperando che le indicazioni di partito non impediscano loro di esprimersi liberamente'

La politica sta veramente scaldandosi attorno al tema dell’Area Vista (leggi articolo sul Pd), segno che l’appuntamento col referendum sulle riforme annunciato da Matteo Renzi per l’autunno prossimo sta davvero preoccupando i partiti.
Con un comunicato stampa il consigliere regionale della Lega Nord Federico Lena attacca il Pd  ma prende le distanze anche dal suo collega Gianni Fava, seppur senza nominarlo. Fava, mantovano, è tra i principali sostenitori dell’ipotesi del cantone cremonese – mantovano (con leadership Mantova, ovviamente).

“Venerdì scorso – afferma Lena – nel corso della giunta regionale, si sono definite le funzioni amministrative regionali e territoriali. Subito il Pd ha cavalcato un allarmismo ingiustificato in chiave territoriale cremonese/cremasco salvo poi tenere un profilo defilato quando si tratta di alzare la voce rispetto al disegno nazionale del Pd che vede Mantova come riferimento territoriale del Sud-est Lombardia. La nomina a Mantova capitale italiana della cultura 2016 ne è l’ emblema.
D’altra parte bisogna ‘sostenere politicamente’ il sindaco della città virgiliana come scelta del PD nazionale. Una questione però tutta interna al Partito Democratico che non deve ricadere sulle pelle dei cittadini e dei territori non mantovani della ValPadana che si inquadra come ufficio territoriale regionale”.
Dopo aver addossato buona parte delle responsabilità al Pd, Lena rispolvera l’orgoglio territoriale: “Il territorio cremonese e cremasco non devono essere vassalli di nessun altro territorio.
Unirsi può anche aver senso, ma distribuire le competenze territoriali è, per me, sacrosanto e esprimo il mio forte dissenso all’area vasta Mantovacentrica”.

Infine, l’affondo ai due sindaci di Cremona e Crema, il primo appoggiato dal Pd, la seconda iscritta, che non fanno abbastanza per far sentire il loro peso all’interno del partito: “A questo proposito sarebbe gradita una posizione più forte dei sindaci del PD di Crema e Cremona sperando che le indicazioni di partito non impediscano loro di esprimersi liberamente. Personalmente non ho nulla contro Mantova ma un giusto peso amministrativo e politico dei territori nella futura area vasta è un principio al quale non intendo venir meno”.
E per concludere, appello al suo stesso partito politico: “Spero che la Lega cremonese e cremasca, come altre forze politiche sensibili al tema, si uniscano a questa battaglia, una battaglia di principi e non di sudditanza partitica ai disegni del governo romano”.

Intanto, con una lettera datata 2 febbraio il consigliere regionale Ncd Carlo Malvezzi, presidente della Commissione Affari istituzionali del Pirellone, rassicura i sindaci e le forze economiche cremonesi che la Regione ha a cuore il riassetto del proprio territorio in vista della creazione delle Aree Vaste al posto delle Provincia, tema su cui la legge Delrio affida per l’appunto alle Regioni un ruolo da capofila.
“Regione Lombardia intende arrivare a questo appuntamento preparata – scrive Malvezzi – formulando una propria proposta di riorganizzazione territoriale. Il 19 gennaio scorso, il Presidente Roberto Maroni ha convocato la prima seduta del “Comitato per le riforme”, da lui presieduto e al quale ho l’onore di far parte in qualità di Presidente della Commissione Affari istituzionali, unitamente al sottosegretario agli Enti Locali, Daniele Nava, ai rappresentanti delle realtà istituzionali (Anci, UPL) e del mondo economico (Unioncamere).
Il Comitato ha condiviso l’impegno del Presidente Maroni di elaborare una proposta di un nuovo assetto territoriale che sarà oggetto di una preventiva valutazione dei componenti del Comitato stesso. L’obiettivo prefissato dal presidente è quello di offrire un’ipotesi da condividere con i rappresentati istituzionali ed economici di tutti i territori provinciali al fine di ottenere il più alto livello di condivisione. È intenzione di Regione Lombardia concludere questo percorso di verifica entro il mese di giugno, termine entro il quale verrà predisposta una proposta di legge i cui contenuti saranno stati arricchiti dai contributi pervenuti dai livelli territoriali. Non appena il documento verrà licenziato dal “Comitato per le riforme” sarà mia cura convocare, unitamente ai colleghi consiglieri, un incontro allo scopo di avviare la fase di confronto con i Sindaci e le rappresentanze del mondo economico del nostro territorio”.

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti