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Spaccio di coca ed eroina,
interrogatori in carcere
Gli arrestati non parlano

Si sono avvalse della facoltà di non rispondere cinque delle otto persone accusate di aver fatto parte di un gruppo dedito all’importazione dall’Albania di consistenti quantitativi di eroina e cocaina.

di Sara Pizzorni

L'avvocato Luca Curatti

L’avvocato Luca Curatti

Si sono avvalse della facoltà di non rispondere cinque delle otto persone accusate di aver fatto parte di un gruppo dedito all’importazione dall’Albania di consistenti quantitativi di eroina e cocaina destinati allo spaccio in ambito locale e finite in manette lunedì da parte dei militari della guardia di finanza nell’operazione “Drug surgery”. Gli interrogatori in carcere si sono tenuti questa mattina a carico di Artan Cafuli, 34 anni, di nazionalità albanese, Stefano Finardi, 43 anni, e degli abanesi Riza Iliri, 36 anni, Lorenc Basha, 37 anni, e Zeqo Kallashi, 25 anni. Tutti hanno deciso di non rispondere alle domande del giudice Letizia Platè. Ai domiciliari, invece, ci sono Ionela Radu, 32 anni, Iuliana Adam, 31 anni, entrambe romene, e l’italiano Edoardo Balestreri, 62 anni. Per il momento nessuno dei legali (gli arrestati sono difesi dagli avvocati Luca Curatti e Andrea Guizzardi) ha presentato istanza per chiedere misure alternative. Le difese, ancora in attesa di poter leggere la nutrita documentazione riguardante l’indagine delle Fiamme Gialle, iniziata nei primi mesi del 2015, ha optato per una linea di cautela. Durante l’operazione sono stati rinvenuti e sequestrati circa 1,5 chilogrammi di eroina e cocaina, telefoni e bilancini di precisione. L’attività, supportata da numerosi appostamenti e pedinamenti, ha consentito di individuare tutti i soggetti coinvolti nello spaccio “al minuto”, alcuni dei quali arrestati nel corso dei mesi precedenti con significativi quantitativi di sostanza stupefacente, e ricomporre il quadro dell’organizzazione del traffico di droga.

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