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Omicidio di via Brenti, il gip
dispone il carcere. Difesa:
'Ultimo gesto d'amore'

Nei confronti di Libero Marini, 76 anni, l’uomo accusato di aver ucciso la moglie Ernestina Bianca Chiari, 74 anni, con una sola, ma fatale, coltellata alla gola nel loro appartamento di via Brenti, il gip ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.
Foto Sessa

di Sara Pizzorni

L'avvocato Carlo Alquati

L’avvocato Carlo Alquati

Nei confronti di Libero Marini, 76 anni, l’uomo accusato di aver ucciso la moglie Ernestina Bianca Chiari, 74 anni, con una sola, ma fatale, coltellata alla gola nel loro appartamento di via Brenti, il gip Letizia Platè ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. Per il gip, c’è il rischio di reiterazione del reato. Per il momento l’anziano è ancora ricoverato in ospedale dove è sottoposto a cure sia fisiche che psicologiche. Quando però sarà dimesso, dovrà andare in carcere. Oggi intanto il 76enne, accusato di omicidio volontario, ha risposto alle domande del gip che lo ha interrogato in ospedale. L’uomo ha ribadito quanto già detto ai carabinieri e al pm Laura Patelli nel primo interrogatorio. Ad assistere Libero Marini c’era l’avvocato Carlo Alquati. “Il mio cliente”, ha spiegato il legale, “era disperato per la situazione della moglie, colpita la scorsa estate da un ictus. Era disperato perché non riusciva più ad assisterla. Più volte lei gli aveva chiesto di aiutarla a farla finita, e quella notte ha visto tutto nero e ha esaudito il suo desiderio, voleva mettere fine alle sue sofferenze”. “E’ stato un ultimo gesto d’amore”, ha ribadito l’avvocato Alquati, che per il suo cliente aveva chiesto la remissione in libertà. La coppia ha due figlie,  Katia, residente a Cremona, e Orietta, la maggiore, che abita a Piacenza. “Un domani le sue figlie sarebbero disposte ad accoglierlo”, ha aggiunto l’avvocato. “Hanno già perso la mamma, non vogliono assolutamente abbandonare il padre”. Il legale ha sottolineato che quello accaduto sabato notte in via Brenti “non è il classico femminicidio: marito e moglie non hanno mai litigato una volta. In quattro mesi di ricovero lui andava ogni giorno a trovarla, in casa aveva anche messo le scale per disabili per aiutarla il più possibile. Poi, però, lei continuava a non sentirsi bene, soffriva e si lamentava, e lui ha visto tutto nero”. Quella notte, dopo aver ucciso la moglie, Libero Marini voleva togliersi la vita a sua volta, ma poi gli è mancato il coraggio. Era anche uscito di casa con l’intenzione di acquistare acido muriatico per togliersi la vita, ma aveva trovato il supermercato chiuso. “Ora la cosa più importante”, ha concluso l’avvocato Alquati, “è che il mio cliente resti in ospedale dove è assistito e curato al meglio e sotto costante controllo per evitare che si faccia del male”.

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