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La Cremona più antica
mai ritrovata: straordinaria
scoperta in via Colletta

E' il più antico ritrovamento di Cremona romana finora venuto alla luce, quello che andrà ad arricchire da fine settembre il museo archeologico di San Lorenzo. Si tratta della domus trovata durante gli scavi all'interno di palazzo Zuccari, in via Colletta. Verrà 'ricostruita' e collocata nel nuovo allestimento.

E’ il più antico ritrovamento di Cremona romana finora venuto alla luce, quello che andrà ad arricchire da fine settembre il museo archeologico di San Lorenzo. Si tratta della domus trovata durante gli scavi all’interno di palazzo Zuccari, in via Colletta, per la realizzazione dei parcheggi di servizio agli appartamenti. In particolare, sono emersi pavimenti a mosaico di quattro ambienti (senza pareti) presso il cortile maggiore; e una porzione di edificio affacciato sul cortile più piccolo, comprendente l’atrio di ingresso, una vasca centrale (di cui è rimasta l’impronta) e una parte di muro la cui parete è decorata con scene d’ambiente fluviale, caratteristiche dell’epoca. I colori della pittura murale si sono eccezionalmente conservati e rappresentano le acque di un fiume solcato da un’imbarcazione: ovvio pensare che fonte di ispirazione sia stato il Po, che all’epoca (II secolo a.C) scorreva proprio in questa parte della città, fondata da pochissimo tempo, nel 216 a.C.. Invece si tratta più probabilmente di una rappresentazione del fiume Nilo, soggetto che all’epoca era di moda nelle abitazioni di prestigio romane. Completano i ritrovamenti alcuni pezzi di vasi e di arredi, tra cui particolarmente significativo, il frammento di una statuetta in terracotta che decorava la fontana, rappresentante un centauro.

Tra gli elementi che fanno propendere gli studiosi per una datazione molto alta del mosaico pavimentale, il fatto che le tessere sono in pietra e non in marmo, utilizzato solo più avanti. Probabilmente la distruzione della domus di via Colletta risale all’epoca del grande incendio di Cremona del 69 d.C.

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Le indagini sono state eseguite dal luglio 2014 dallo studio RA.GA di Paul Blockley, su finanziamento della proprietà immobiliare, IIC Costruzioni, con coordinamento della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia. Un ritrovamento di eccezionale importanza, ha dichiarato durante la presentazione (lunedi mattina, a San Lorenzo), la direttrice dello scavo per la Soprintendenza, Nicoletta Cecchini, affiancata dalla conservatrice del Museo cittadino, Marina Volonté, da cui scaturirà un volume quando gli studi saranno completati. In particolare risulta interessante indagare un tassello di una Cremona antica di cui finora non era emerso nulla, nemmeno durante gli scavi di piazza Marconi o di quelli precedenti nella vicina via Plasio – via Cadolini, tutti di epoca posteriore. Finora era stata la Cremona post-augustea a venire in qualche modo alla luce; ora invece potrà essere indagato un periodo  precedente che indica la floridità e l’importanza di questa colonia romana collocata sullo strategico fiume Po. Un passato che, secondo il sindaco Galimberti deve costituire motivo di orgoglio per la città di oggi, per recuperare il senso di un identità culturale che si è poi smarrito e che rischia di condannarci al declino: “Lavoriamo insieme – ha detto il sindaco in una sorta di appello all’unità rivolto ai media e al territorio nel suo complesso – per valorizzare questa iniziativa straordinaria perchè o il territorio decide di diventare consapevole della sua bellezza o è destinato a morire. La cultura è una delle nostre possibilità di riscatto, ma dobbiamo combattere insieme questa battaglia. Come Comune abbiamo investito fondi e ne abbiamo trovati altri in una collaborazione fruttuosa con la Soprintendenza, con privati e in particolare con Iniziative Immobiliari Cremonesi. Importante la collaborazione con Brescia, per quanto riguarda progetti già avviati e da avviare, dentro un programma che dalla primavera animerà il museo e dentro una innovazione complessiva del polo museale a partire sempre dalla ricerca scientifica”.

La domus verrà ‘ricostruita’ nella parte centrale del museo inaugurato nel 2009 nella ex chiesa di san Lorenzo, spostando temporaneamente il mosaico delle stagioni. Ne deriverà un riallestimento che, finanze e sponsor permettendo, intende rilanciare la presenza del museo archeologico in città: uno scrigno di tesori poco conosciuto, quello di San Lorenzo, decentrato rispetto agli altri musei del Sistema e con ingresso che si affaccia sul parcheggio scolastico. Già per i prossimi mesi il Comune sta pensando a come rendere appetibile la fruizione di questi spazi grazie ad iniziative di animazione e cercando di diversificare gli orari di apertura: si pensa in particolare alle visite serali che ormai da tempo in altre città stanno ricevendo il gradimento del pubblico.

Giuliana Biagi

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