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Giornata dell'acqua, uno
strano modo di festeggiare
da parte del Governo

Lettera scritta da Francesca Berardi - Prc Se Cremona

Continua l’affondo da parte del Governo Renzi e del Pd contro i diritti, la democrazia e la partecipazione attiva alla politica da parte dei cittadini. Tanto per festeggiare la Giornata Mondiale dell’Acqua i parlamentari Pd si danno un gran daffare in queste ore a svuotare con pesanti emendamenti la proposta di legge d’iniziativa popolare sulla ripubblicizzazione del servizio idrico sottoscritta nel 2007 da oltre 400.000 cittadini: il cuore della proposta di legge sta nella gestione del servizio idrico tramite enti di diritto pubblico, nella gestione partecipata da parte di utenti e lavoratori, nella fornitura minima vitale d’acqua garantita a tutti, indipendentemente dal reddito, perché l’acqua è un bene essenziale alla vita e un diritto universale.

Con la scelta di manomettere la proposta di legge il Pd non commette solo un torto verso i 400.000 cittadini che l’hanno sottoscritta ma anche verso quei 26 milioni di cittadini che nel 2011 hanno deciso di cancellare con due referendum l’obbligo alla privatizzazione dei servizi pubblici locali e Il profitto dalla tariffa idrica. Appare evidente che il testo originale della proposta di legge è ciò che servirebbe per realizzare finalmente la volontà espressa dai 26 milioni di cittadini.

Lo stravolgimento della proposta di legge è tre volte nocivo: porta alla mercificazione di un bene, l’acqua, che non può e non deve essere merce, annulla la democrazia e la partecipazione popolare, tradisce la Costituzione non attuando l’esito della consultazione referendaria.
Perché il Pd si accanisce tanto su quella proposta di legge? Perché mette in pericolo la riforma dei servizi pubblici locali prevista dal decreto Madia che vieta le aziende speciali per la gestione dei servizi pubblici a rete, che spiana la strada all’entrata di capitali privati nelle società pubbliche e reintroduce smaccatamente il profitto in bolletta. Si ripristinano così in un sol colpo le peggiori normative neoliberiste degli ultimi Governi!

In altre parole per il Governo Renzi e il Pd l’acqua e gli altri servizi pubblici locali devono stare sul mercato, devono seguirne le logiche e soprattutto servono a riempire le solite tasche, quelle delle grandi multiutility (meglio se quotate in borsa) e delle società degli amici: a loro i profitti, a noi l’austerity!

 

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