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'Sparito' l'indagato per
istigazione al suicidio
di Michele Barbisotti

E' forse tornato in Romania, il 32enne indagato per istigazione al suicidio di Michele Barbisotti, il titolare del negozio di via Fabio Filzi morto suicida nella notte tra il 17 e il 18 febbraio. Il romeno, che avrebbe dovuto presentarsi in procura, si è reso irreperibile.
Nella foto, l'avvocato Carlo Alquati

Avrebbe dovuto chiarire le cose davanti al pm Lisa Saccaro, Ioan P., 32 anni, il romeno indagato per istigazione al suicidio di Michele Barbisotti, il titolare del negozio di via Fabio Filzi ‘Michele Cicli’ morto suicida nella notte tra il 17 e il 18 febbraio scorsi nel retro del suo negozio. Questa mattina Ioan era atteso in procura per raccontare la sua verità, per ricostruire nei dettagli la serata trascorsa con la vittima. Ma non si è presentato. Non sa più nulla di lui neppure il suo legale, l’avvocato Carlo Alquati, che in questi giorni lo ha cercato invano.

“E’ da quindici giorni che ho perso i contatti con il mio cliente”, ha commentato il legale, che oggi si è presentato da solo nell’ufficio del pm Saccaro per spiegare che di Ioan in città non c’è traccia. Poco tempo fa in procura c’era già stato un primo colloquio con l’indagato, ma per problemi di lingua si era deciso di aggiornare l’incontro. In realtà il romeno l’avviso di presentarsi in procura non l’ha mai ricevuto, in quanto il 32enne, al momento della consegna della notifica, era già irreperibile. L’uomo, che è indagato a piede libero, e che quindi non ha alcuna restrizione o misura, potrebbe essere tornato in Romania. “Ci avrebbe fatto piacere spiegare e chiarire le cose”, ha dichiarato l’avvocato Alquati, “senza contare che sarebbe stato tutto nell’interesse del mio cliente. Adesso, però, diventa più difficile”.

Ora il pm, che sembra tenere molto alla testimonianza dell’indagato, si confronterà con il gip, e successivamente valuterà il da farsi. Due le possibilità: o cercare di rintracciarlo, anche disponendo un accompagnamento coatto (ipotesi comunque difficile da mettere in atto se effettivamente l’indagato si trovasse in Romania), oppure le indagini della procura faranno il loro corso senza la testimonianza del romeno. Il pm, in sostanza, eserciterà l’azione penale arrivando alla chiusura delle indagini e successivamente ad una richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione.

Ioan è stato l’ultima persona a vedere in vita la vittima. I due erano insieme nel negozio quanto Barbisotti si è tolto la vita, uccidendosi con un colpo di fucile da caccia regolarmente denunciato. Secondo alcune testimonianze raccolte nelle ore successive al decesso, sembra che sulle spalle di Barbisotti pendesse una forte situazione debitoria, ma di conferme non ce ne sono. Da parte sua, il romeno ha sempre respinto ogni accusa, dicendo che Michele era uno dei suoi migliori amici e che mai avrebbe potuto spingerlo ad uccidersi. “Per questo il mio cliente non si capacita dell’accusa che gli viene mossa”, ha spiegato l’avvocato Alquati. “Da questa vicenda mi ha detto che è rimasto molto turbato”. Al suo legale, Ioan aveva spiegato di aver cercato di confortare l’amico che si era confidato con lui dicendogli di avere dei problemi personali. I due avevano trascorso insieme la serata. Prima in un bar, e poi nell’officina, dove si era poi consumata la tragedia.

Sara Pizzorni

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