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Michele Cicli, un uomo
si trovava in negozio
ma si indaga per suicidio

Foto Sessa

C’era un uomo nel negozio di biciclette quando Michele Barbisotti, proprio in quel negozio, nella notte tra mercoledì e giovedì, si è ucciso con un colpo di fucile da caccia. Si tratta di un cittadino romeno, conoscente del 41enne, che aveva trascorso con lui la serata. E’ quanto emerge dalle indagini della polizia, che si basano comunque su una certezza: il titolare di Michele Cicli, esercizio di via Fabio Filzi, si è tolto la vita. Nessuna ipotesi omicidio al vaglio. L’ultima persona a vedere Barbisotti in vita è già stata sentita, per ricostruire la dinamica di una situazione che ha visto improvvisamente Barbisotti afferrare un fucile e spararsi secondo la ricostruzione.

Si indaga per capire le cause del gesto. Il magistrato Lisa Saccaro ha disposto l’autopsia, che verrà eseguita lunedì 22 febbraio. Solo successivamente verrà dato il nulla osta per organizzare il funerale. Secondo alcune testimonianze raccolte nelle ore successive al decesso, sembra che sulle spalle dell’uomo pendesse una forte situazione debitoria. Conferme dagli inquirenti, però, non ce ne sono. Come non ci sono conferme sulla presenza di nomi già iscritti sul registro degli indagati. Ma è chiaro che gli investigatori, almeno per atto dovuto, stanno compiendo accertamenti per fare piena luce sul ruolo del conoscente che si trovava nel negozio assieme a Barbisotti, che lascia una compagna dalla quale aspettava un bambino e un figlio avuto dalla sua ex moglie.

 

 

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