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Chiesto il processo per 90 e
le condanne negli abbreviati
Conte diede il 'benestare'

Per 90 imputati del calcio il pm ha chiesto il rinvio a giudizio. Per gli abbreviati, sei le richieste di condanna e una di assoluzione. Antonio Conte avrebbe avuto una 'condotta omissiva'. I legali del ct: 'Contrasteremo le accuse'. Le parti civili hanno chiesto i risarcimenti.
Da sinistra, il pm di Martino, gli avvocati Cammarata e Arata e Antonio Conte

Nella settima udienza preliminare del maxi processo sul calcio scommesse, il pm Roberto di Martino, dopo tre ore di camera di consiglio, ha chiesto sei mesi di reclusione e 8 mila euro di multa per l’allenatore della Nazionale Antonio Conte, il più eccellente tra gli oltre 100 imputati finiti nell’inchiesta. Conte deve rispondere di frode sportiva in relazione alla presunta combine di Albinoleffe Siena del 29 maggio del 2011. L’allenatore, che da ieri e’ il nuovo tecnico del Chelsea, ha chiesto ed ottenuto di essere processato con il rito abbreviato. Per il calcolo della pena, il pm è partito da una condanna di un anno ed è sceso a 6 mesi considerando lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito. L’ex allenatore della Juventus è già stato squalificato dalla giustizia sportiva per omessa denuncia. Secondo il procuratore federale Stefano Palazzi, il mister, ai tempi in cui allenava il Siena, non poteva non sapere quanto succedeva nello spogliatoio della sua squadra, con i giocatori che si accordavano su determinati risultati. Conte fu squalificato per dieci mesi, poi ridotti in appello a quattro. Del coinvolgimento di Conte nelle scommesse non c’è la prova, anche se nell’ambiente del Siena il fenomeno delle scommesse truccate era ben presente. L’allenatore della Nazionale, dunque, sarebbe ‘colpevole’ di aver dato un sostanziale ‘benestare’ alla combine. Nella sua requisitoria, il pm ha fatto riferimento agli accordi sottoscritti tra gli allenatori e la Federcalcio. Un accordo nel quale i tecnici si impegnano a “salvaguardare la condotta morale dei calciatori”, sorvegliando affinché i calciatori siano fedeli a “una condotta consona ai principi di lealtà e probità”. Per di Martino, è attendibile Filippo Carobbio, tra i ‘pentiti’ dell’inchiesta, uscito di scena patteggiando, considerato tra i principali accusatori del tecnico. Carobbio parlò di una decina di partite che videro coinvolto il Siena e secondo l’accusa non si capisce perchè abbia dovuto chiamare in causa il suo ex allenatore solo in due occasioni (la seconda è Novara-Siena per la quale il pm ha chiesto e ottenuto l’archiviazione).

Contrastare le accuse sarà compito dei due legali dell’allenatore, gli avvocati Francesco Arata e Leonardo Cammarata. “Nessuna sorpresa”, ha commentato Cammarata dopo la richiesta del pm. “Viene contestata una condotta omissiva, ovvero un obbligo da parte dell’allenatore di impedire l’evento, mentre prima era contestato un comportamento attivo. Siamo pronti a confutare questo in fatto e in diritto e siamo fiduciosi delle nostre argomentazioni”.

Per quanto riguarda gli altri sei imputati processati con il rito abbreviato, il procuratore ha chiesto quattro mesi e 4mila euro di multa per Angelo Alessio, il secondo di Conte quando era tecnico del Siena. Alessio è imputato per frode sportiva in relazione all’incontro Albinoleffe-Siena del maggio del 2011.
Per Giorgio Veltroni, ex presidente dell’Alessandria, sono stati chiesti quattro mesi di reclusione e 4mila euro di multa. Per Daniele Quadrini, ex difensore del Sassuolo, è stata chiesta l’assoluzione. Il procuratore ha poi chiesto un anno per Ermanno Pieroni, ex direttore sportivo dell’Ancona, l’unico degli imputati processati con l’abbreviato a dover rispondere di associazione per delinquere, e 2 mesi, 20 giorni e 2mila euro sia per Roberto Previtali, all’epoca capitano dell’AlbinoLeffe che per Guido Marilungo, attaccante dell’Atalanta. Per tutti, Conte compreso, pena sospesa.

Richiesta di rinvio a giudizio, invece, per tutti gli altri imputati, una novantina, che non hanno chiesto il rito abbreviato o il patteggiamento. Tra questi ci sono l’ex capitano atalantino Cristiano Doni, il laziale Stefano Mauri, l’allenatore dell’Udinese Stefano Colantuono, accusato di frode sportiva per un episodio di quando era all’Atalanta, l’ex bomber della Nazionale Beppe Signori, l’ex calciatore Stefano Bettarini e il cremonese Marco Paoloni, ex portiere della Cremonese e del Benevento che nella partita Cremonese-Paganese del 14 novembre del 2010 somministrò ai compagni di squadra un ansiolitico per condizionarne le prestazioni.

Dopo le richieste del pm, la parola è passata alle parti civili che hanno chiesto i risarcimenti.
Nei confronti di Conte e Alessio, per la partita Albinoleffe Siena, la SKS365 Group, azienda attiva nel campo della comunicazione e del gioco online, ha chiesto un milione e duecentomila euro. Poi hanno preso la parola la Federazione Italiana Gioco Calcio e la Ficg Lega Pro, l’Associazione italiana calciatori, la Lega nazionale professionisti di serie B, tutte le società di calcio che avevano fatto richiesta di costituirsi parte civile, compresa l’Atalanta contro l’ex capitano Cristiano Doni e contro il calciatore Guido Marilungo, e la Ficg che si è costituita contro tutti gli imputati, salvo Antonio Conte, il suo secondo Angelo Alessio e l’attuale allenatore dell’Udinese, prima all’Atalanta, Stefano Colantuono. Le parti civili sono state ammesse solo per le frodi sportive e non per i reati associativi, in quanto il giudice ritenuto che si tratti dello stesso danno.

Le arringhe dei difensori degli imputati processati con l’abbreviato sono previste per l’11 aprile, mentre dal 12 prenderanno la parola tutti gli altri difensori.

Il 21 aprile, termine previsto del processo, ci saranno le sentenze dei riti abbreviati, le definizioni dei patteggiamenti e i rinvii a giudizio, oppure i proscioglimenti. Se le udienze non saranno sufficienti, sono già state indicate altre due date finali: il 9 e il 10 maggio.

Sara Pizzorni

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