Cronaca

Devastazioni al corteo, rito abbreviato il 12 maggio per tre degli arrestati

Saranno processati con il rito abbreviato il 12 maggio davanti al gup Colombo, tre dei quattro arrestati della seconda tranche dell’inchiesta sugli scontri del 24 gennaio 2015. Il quarto, invece, ha mantenuto il giudizio immediato, e martedì sarà a processo.

Saranno processati con il rito abbreviato il prossimo 12 maggio davanti al gup Christian Colombo, tre dei quattro arrestati della seconda tranche dell’inchiesta sugli scontri del 24 gennaio 2015 in occasione della manifestazione dei centri sociali. Il quarto, invece, ha mantenuto il giudizio immediato, e martedì prossimo sarà a processo davanti al giudice Pio Massa. Il Comune di Cremona, così come aveva fatto per i primi arrestati, tutti già condannati, ha già fatto sapere la sua intenzione di costituirsi parte civile.

Ad essere processati con il rito abbreviato saranno Filippo Esposti, 27 anni, informatico cremonese militante del centro sociale Dordoni e già indagato per la rissa di via Mantova con esponenti di Casa Pound, Giovanni Marco Codraro, siciliano 23enne attivo nei collettivi universitari, e il bresciano Samuele Tonin, 26 anni. Andrà invece a giudizio immediato Kuljit Tiwana, 24enne indiano naturalizzato italiano che gravita negli ambienti del centro sociale Kavarna. Per tutti l’accusa è di concorso in devastazione.

Secondo la procura, Codraro, che sarebbe stato nelle primissime file del corteo, avrebbe ripetutamente lanciato oggetti contundenti, mentre il cremonese, frequentatore del Dordoni, sarebbe il responsabile di acquisti di giacche, zaini e caschi utilizzati negli scontri. Il bresciano sarebbe stato invece tra coloro che hanno lanciato fumogeni verso i reparti delle forze dell’ordine e che hanno danneggiato il comando della polizia municipale, mentre Tiwana, gravitante negli ambienti del Kavarna, sarebbe il responsabile di lanci di oggetti contro la polizia.

Nelle indagini, fondamentale è stato lo studio dei filmati che hanno permesso di riconoscere i facinorosi che nelle prime fasi erano a volto scoperto e poi, poco prima dell’inizio delle violenze, si erano coperti.

Il 21 gennaio scorso, davanti al gup Pierpaolo Beluzzi, i primi quattro arrestati dell’inchiesta, tutti processati con l’abbreviato, erano stati condannati ad una pena di quattro anni di reclusione ciascuno per i reati di devastazione, saccheggio e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Nel processo contro Mattia Croce, 21 anni, cremonese, frequentatore del Kavarna, Aioub Babassi, 21 anni, bresciano, Matteo Pascariello, 24 anni, bolognese residente a Lecce, e Mauro Renica, 31 anni, bresciano appartenente al centro sociale Magazzino 47, il Comune di Cremona aveva ottenuto come risarcimento una provvisionale di 200.000 euro.

Sara Pizzorni

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