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Pasquali: 'Nessun velo su
documentazione Lgh-A2A.
Ma c'è obbligo di segreto'

Botta e risposta tra la presidente del Consiglio comunale Simona Pasquali e il consigliere comunale Marcello Ventura sulla documentazione sulla trattativa A2A-Lgh.
foto Sessa

La presidente del Consiglio comunale Simona Pasquali replica alle accuse di Marcello Ventura che ieri (leggi qui)  l’aveva attaccata affermando di non aver ancora provveduto a fornire la documentazione per la commissione di oggi pomeriggio, 3 maggio, sulla trattativa A2A – Lgh. Pasquali rimanda al mittente l’accusa di voler proteggere gli interessi delle aziende partecipate (Aem, socio di Lgh) a scapito della trasparenza e ricorda l’obbligo di segretezza a cui sono tenuti i consiglieri comunali, “nei casi specificamente determinati dalla legge. Come già reso noto ai capigruppo consiliari – afferma Pasquali – i contenuti della documentazione inerente l’oggetto iscritto all’ordine del giorno dell’Ufficio di Presidenza (Esiti della trattativa per la definizione della partnership tra LGH e A2A), in ragione della configurazione giuridica delle parti e del particolare ambito di disciplina, sono provvisoriamente assoggettati ad una condizione di riservatezza, quantomeno fino al pronunciamento della competente Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Come altrettanto noto, tale prudenziale contenimento della divulgazione di informazioni contrattualmente riservate non ha limitato la facoltà dei consiglieri comunali di accedere alla documentazione, naturalmente tenuto conto del quadro normativo descritto e delle peculiarità che investono l’oggetto della convocazione; in tale ambito non risultano pervenute richieste da parte del Consigliere Ventura.

“Preme infine – conclude la presidente del Consiglio –  sottolineare che questa Presidenza è costantemente impegnata nel mantenimento di un clima di leale collaborazione tra le diverse istanze rappresentative che operano nel Comune di Cremona, nella piena osservanza della normativa vigente, per assicurare il rispetto dei diversi profili istituzionali e garantire l’esercizio responsabile delle funzioni attribuite agli organi di governo locale”.

Un botta e risposta, quello tra maggioranza e minoranza consigliari, che riflette il tesissimo clima politico riguardo la partnership tra le due società multiservizi, non ancora giunta al closing definitivo, previsto alla fine di maggio. Operazione caldeggiata dal Pd, che in essa vede un’opportunità di crescita per il territorio, oltre che esito di una ben precisa strada indicata dal governo Renzi; e invece osteggiata dai partiti di opposizione che la vedono come svendita di un patrimonio costruito dai cremonesi e perdita di autonomia decisionale nelle scelte del territorio.

AGGIORNAMENTO – Non ha tardato la controrisposta di Ventura, che ha voluto ricordare come “la legge 241/90 che cita, si riferisce all’accesso agli atti da parte dei cittadini. Superata dal T.U.E.L. 267/2000 art. 43 che invece regola l’accesso da parte di amministratori e dice espressamente al 2° comma che hanno diritto ad avere sempre  e comunque gli atti richiesti in quanto come amministratori sono tenuti al segreto nei casi di legge.

Quindi la Presidente si è comportata in modo gravemente carente nelle sue funzioni primarie di garante, e si è erroneamente documentata sulla vicenda in questione e doveva garantire a tutti i consiglieri di maggioranza ed opposizione, compreso chi ne ha fatto esplicita richiesta, che pervenissero gli atti. Non mi meraviglierebbe una mozione di sfiducia, anche bilaterale. Ma sono già stati attivati altri uffici competenti e superiori che le spiegheranno le numerosissime sentenze sul caso che mi danno ragione”.

gbiagi

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