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Tutte rotte, i vigili del fuoco
sono senza autoscala
'Corpo di serie B', protesta

Il sit-in davanti alla Prefettura

Protesta del sindacato dei vigili del fuoco Conapo contro l’inadeguatezza di stipendi e mezzi. Si è svolta mercoledì mattina con un sit-in davanti alla Prefettura, solo poche ore dopo un ulteriore aggravamento della condizione del parco veicoli: proprio ieri, infatti, si è guastata l’unica autoscala in funzione di cui è dotato il comando provinciale cremonese (l’altra è rotta da tempo). Questo significa che in caso di emergenza (e si tratta di uno dei mezzi utilizzati più spesso) sarà necessario chiedere l’intervento di un’autoscala in servizio in uno dei comandi delle province vicine.

VolantinaggioDalle 11 a mezzogiorno il Conapo ha stazionato di fronte agli uffici governativi territoriali distribuendo volantini. Un’iniziativa svolta contemporaneamente in tutta Italia. Più volte i vigili del fuoco “sono risultati primi nelle rilevazioni di gradimento” dei cittadini italiani, più volte “lo ha certificato anche l’Istat”, si legge in uno dei fogli consegnati ai passanti. Ma a questo “non è stata mai corrisposta altrettanta stima da parte della politica, che si fa bella con i nostri eroismi nelle emergenze ma che si dimentica di noi sistematicamente”. Tra i corpi dello stato i vigili del fuoco sono quello “meno retribuito tra tutti, e di gran lunga. Oltre 300 euro in meno ogni mese e nessun riconoscimento pensionistico per i servizi operativi, a fronte di un analogo, e a volte superiore, rischio lavorativo”. Grave la carenza di personale: “Mancano – si legge ancora – circa 3000 vigili del fuoco in Italia su un organico di 30mila” e l’età media “è di circa 48 anni, troppo elevata e poco compatibile con la prestanza richiesta e un numero di infortuni crescente”. I vigili del fuoco del Conapo chiedono la “parità di trattamento retributivo e pensionistico con gli altri corpi dello Stato a ordinamento civile”, dicendosi “convinti che le risorse finanziare occorrenti si possono trovare senza ‘mettere le mani in tasca agli italiani’ mediante riforme che tagliano i veri sprechi della cosa pubblica e non gli apparati della sicurezza”.

ORGANICO E MEZZI: I PROBLEMI LOCALI – Una delegazione, guidata dal segretario provinciale Giorgio Folleghi, ha ottenuto un incontro negli uffici della Prefettura con la dirigente dell’area Sicurezza pubblica e Soccorso, Fernanda Canfora. “Un confronto positivo – spiega Folleghi -, con un interlocutore attento e interessato alle nostre rivendicazioni”. “Tra i problemi locali – prosegue l’esponente del Conapo – ricordiamo quello della nuova caserma di Crema. Con il benestare negato dal ministero dell’Economia alla convenzione stipulata dal Comune di Crema per la realizzazione, i tempi sono destinati da allungarsi. Il ministero degli Interni si è ora preso l’onere e l’incarico di costruire la caserma. Vediamo”.

C’è poi la questione mezzi: “Facciamo soccorso tecnico ma se non c’è tecnologia, di tecnico c’è poco. Dovremmo avere il massimo della tecnologia ma non è così. L’autopompa della sede centrale ha 11 anni, ed è il mezzo più moderno”. Proprio ieri, come accennato, si è rotta l’unica autoscala in funzione (l’altra attende da tre-quattro mesi di essere sistemata). Si tratta di un mezzo degli inizi del Duemila, mentre l’autoscala già ferma risale risale a Italia 90, e un anno e mezzo fa ne è stata dismessa una dei primi anni Settanta. “Speriamo che venga fatta una riparazione a breve, senza i tempi biblici della burocrazia”, commenta Folleghi.

E c’è il tema del personale: “La nuova pianta organica di Cremona penalizza il territorio, è stata rivista a livello centrale e tende al ribasso. Come pianta organica, sulla carta siamo in linea, ma è proprio la pianta organica ufficiale ad essere mal concepita. La sede di Cremona copre un territorio che va da San Bassano-Cappella Cantone a Casalmaggiore. Solitamente sono in servizio 12 o 13 unità nella sede centrale. Il distaccamento di Crema copre da San Bassano fino a Spino d’Adda e lì sono solo 6 unità, una sola squadra operativa. Secondo noi l’ideale sarebbe istituire un distaccamento permanente nel Casalasco. Oggi il distaccamento volontario di Piadena non è mai partito, c’è solo sulla carta di fatto. Il volontario oggi c’è, domani non c’è, non ha obblighi. Vogliamo quindi istituire almeno una squadra in più, composta da sei a otto unità”.

Michele Ferro

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