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A2A-Lgh, l'anticorruzione apre un'istruttoria: 'Mancata la gara pubblica'

“Questo matrimonio non s’ha da fare”, avrebbe scritto il buon Manzoni, se mai avesse dovuto occuparsi della contestatissima unione tra Lhg e A2A. Nozze promesse, confermate, sottoscritte ma che sembrano non dover mai trovare un punto di arrivo. Dopo l’intervento dell’Antitrust, ora anche l’Autorità nazionale anticorruzione ha voluto porre l’attenzione sulla vicenda, aprendo un’istruttoria nei confronti dei soci Lgh al fine di “verificare la legittimità dell’acquisizione”, che prevede la cessione del 51% di Lgh ad A2A senza passare da una gara pubblica. Tutto parte da un esposto presentato alcuni mesi fa dai parlamentari e dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle bresciani.

Il dirigente nazionale dell’Anac, Giuseppe Failla, in una lettera pubblicata oggi dal Corriere della Sera di Brescia, inviata a tutti i soci Lgh che sono interamente pubblici (Cogeme, Aem Cremona, Asm Pavia, Astem di Lodi, Scs-Crema) “di chiarire le motivazioni ed i riferimenti normativi in base ai quali l’individuazione dell’operatore economico che acquisterà il pacchetto di maggioranza della società è avvenuto a seguito di trattativa privata, senza il previo esperimento di un confronto concorrenziale”. Nella missiva si vuole altresì sapere se “è prevista un’operazione di fusione tra Lgh e A2A”, che peraltro sarebbe possibile tra tre anni, quando saranno scaduti i patti parasociali. Senza un accordo, infatti, “A2A avrà quindi un diritto di opzione per l’acquisto di tutte le quote Lgh”.

La palla passa ora quindi a Cremona e agli altri soci Lgh, che entro un mese dovranno inviare all’Autorità la delibera con cui i rispettivi Cda hanno autorizzato la vendita delle quote (per un corrispettivo di 113 milioni). Tra la documentazione richiesta, anche il contratto sottoscritto tra A2A e Lgh il 4 marzo ed i relativi patti parasociali. I soggetti coinvolti – tra cui appunto Aem Cremona – potrebbero ora rischiare pesanti sanzioni. E se, secondo fonti interne a Lgh, il provvedimento non dovrebbe minare la conclusione dell’operazione entro metà luglio come previsto (in quanto il responso dell’Autorità arriverà in sei mesi), la situazione potrebbe comunque farsi complicata e diventare un vero e proprio caso politico. Tanto più che già mesi fa alcuni azionisti di Cogeme (anch’essa parte della holding) avevano chiesto una gara pubblica, senza però ottenere successo.

lb

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