Commenta

Rodini, stella a cinque
cerchi: 'Così, in 24 ore,
ho conquistato Rio'

Sarà la più giovane della spedizione azzurra di canottaggio a Rio de Janeiro. Ma Valentina Rodini questo lo sapeva già, e ha fatto per bene i suoi conti. “Supererò per appena 17 giorni Giovanni Abagnale del “due senza” maschile – spiega l’atleta cresciuta nella Bissolati Cremona, seconda cremonese ai Giochi dopo il velocista di Casalmaggiore Fausto Desalu -. Lui è lui nato l’11 gennaio e io il 28 gennaio, ovviamente del 1995. Beh, è un piccolo record anche questo”.

Il record più importante però, quello che le è valso un biglietto per il Brasile (a proposito, la partenza è già stata fissata sabato), Valentina lo ha strappato al remoergometro a Piediluco. “Erano due prove diverse: la prima sui 2000 metri, distanza olimpica e di ogni singola gara, dove ho chiuso in 7’11’’, il che rappresenta in singolo il mio primato personale. Poi, dopo un’ora di pausa per rifiatare, abbiamo fatto un nuovo test sulla distanza di 2584 metri, ripetuta quattro volte. E qui di solito si prende la media sui 500 metri: ho chiuso in 1’52’’7, primato personale anche lì”.

Per il ct La Mura è stato semplice scegliere Valentina. “Io so che la riunione era fissata per le ore 14, ma fino alle 15.30 siamo rimaste tutte e quattro a “friggere”: certo, sapevo di non poter fare meglio di così, ma finché non senti il tuo nome nell’elenco dei convocati non puoi dare per scontato nulla. Cosa provo ora? Non ho ancora realizzato, credo, e mi sembra di camminare a tre metri da terra. Datemi qualche ora, devo dormirci su e svegliarmi per capire che è tutto vero”.

La convocazione per te è arrivata a sorpresa, una sorta di ripescaggio, quando non ci speravi più. “Forse è stato il modo migliore, come quando ti arriva un regalo, che sai di meritarti ma non pensavi di poter agguantare, per lo meno non subito. Non a caso il progetto alle Fiamme Gialle su di me era per le Olimpiadi del 2024 a Tokyo. Invece è successo tutto in 24 ore e forse per questo non ho ancora metabolizzato. Se penso che lunedì ancora mi stavo concentrando sulla preparazione del Mondiale under 23 a Rotterdam e invece sabato salirò sull’aereo per Rio, beh, non so davvero cosa pensare. Sono solo 24 ore ma sportivamente ti cambiano la vita. Non ero né pessimista né ottimista, nel senso che, essendo accaduto tutto così velocemente, non ho avuto il tempo di fare calcoli. Certo, una volta che sono stata richiamata per questi test, dopo l’esclusione dell’equipaggio russo, ero convinta di poter fare bene: ma non mi sono mai sentita favorita”.

Eppure eri una delle più allenate tra le quattro (Milani, Pollini e Sancassani le altre in corsa), soprattutto in virtù della preparazione per il Mondiale. “Forse è vero, ma comunque si partiva tutte alla pari. Sono arrivata carica e tranquilla, ma non pensavo di poter centrare il record personale”. Sulla barca avrai con te Laura Milano, classe 1984, la parte esperta dell’armo che cercherà di guidarti. “Con Laura ci siamo trovate molto bene sul doppio pesi leggeri della Fiamme Gialle e abbiamo vinto il titolo italiano: ci conosciamo abbastanza e credo si possa fare una buona Olimpiade, senza troppe pressioni”.

Poi per Valentina gli impegni non termineranno: è un’estate davvero da tour de force. “Punto a fare i Mondiale under 23 a Rotterdam a fine agosto e anche il Mondiale universitario a Poznan a inizio settembre – spiega – . Ho parlato con Federica Cesarini, la mia compagna designata per l’appuntamento olandese, ben sapendo che lei è libera di non aspettarmi: se preferirà un’altra compagna, stante il mio impegno a Rio, sarebbe una scelta legittima, e in quel caso spererei di gareggiare comunque su un’altra barca. Se invece mi aspetterà, allora cercherò di essere pronta pure in quel caso”. Allenata a cogliere l’attimo, ma questa per Valentina non è più una novità.

Giovanni Gardani  

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti