Cronaca
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In un libretto monsignor Franzini spiega la presenza degli islamici a messa

Un testo redatto con raziocinio ma soprattutto partendo dai riferimenti della fede cristiana è quello pubblicato ieri da don Alberto Franzini e ora distribuito gratuitamente nel Duomo cittadino nell’ambito della collana I quaderni della Cattedrale. Con Islamici in Cattedrale, il significato di una presenza, il monsignore torna sulle dichiarazioni del parroco di Sant’Imerio Don Giuseppe Nevi, che aveva definito “un’eresia” la visita concordata dell’imam di Cremona, Noureddine Lakrichat, e del portavoce del centro culturale islamico La Speranza, Sadiq El Hassanfa, nel tempio cittadino durante la messa domenicale del 7 agosto; Franzini non si espone con lo scopo di riaprire la polemica, ma spiega le motivazioni del gesto.

Il libretto si apre con un prologo cioè l’ultimo scritto ai parrocchiani di padre Jacques Hamel, il prete barbaramente assassinato il 26 luglio in Normandia nel corso di una celebrazione eucaristica da due ragazzi inneggianti allo Stato Islamico. Una premessa necessaria, poiché è stato proprio l’omicidio a scatenare le reazioni internazionali che hanno portato all’episodio nella città del torrazzo: la scelta di entrare in Cattedrale da parte dei due rappresentanti islamici a Cremona segue infatti l’invito del Consiglio francese per il culto musulmano che aveva suggerito ai suoi fedeli di presenziare alle celebrazioni festive nelle chiese cattoliche, come espressione di solidarietà alla comunità. Un’idea accolta positivamente sia dall’Episcopato Francese sia dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Riportiamo al riguardo le parole elaborate don Alberto Franzini: “La presenza dei musulmani in cattedrale non era una ‘partecipazione liturgica’ […], non era un tentativo di banale irenismo […], non era da parte cattolica uno sminuire e uno svendere la nostra identità cristiana […]: quel gesto va letto non sul piano liturgico e dottrinale, ma sul piano umano, culturale e sociale”.

Il monsignore cita poi diversi esponenti del cristianesimo contemporaneo, dal pontefice emerito Benedetto XVI a Giovanni Paolo II fino a papa Francesco del quale viene riportato un estratto dall’esortazione apostolica Evangelii Gaudium: “Di fronte ad episodi di fondamentalismo violento che ci preoccupano – sostiene Bergoglio – l’affetto verso gli autentici credenti dell’Islam deve portarci ad evitare odiose generalizzazioni”.

Federica Priori

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