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L'assessore Manfredini torna a lavorare a Mi, ma nelle deleghe nulla cambia

Domani, 1 settembre, riprende il suo lavoro a Milano, presso il Consiglio regionale, l’assessore Alessia Manfredini, da cui dipendono alcune delle deleghe più impegnative della giunta Galimberti: ambiente, economia circolare /rifiuti,  protezione civile, una buona parte di lavori pubblici (sottosuolo, illuminazione, viabilità). Ingegnere ambientale, classe 1977, militante Pd, Manfredini lavorava in Regione dal 2003 e con l’elezione di Galimberti era andata in aspettativa. “La mia scelta è motivata da ragioni personali e lavorative – spiega – . Dopo due anni di lavoro molto intenso in Giunta, professionalmente e umanamente istruttivo, credo sia ragionevole pensare anche al proprio futuro lavorativo. Continuerò a seguire le mie deleghe (al momento non è all’ordine del giorno un rimescolamento in Giunta) e i numerosi progetti a cui gli uffici stanno lavorando. Credo che in questi due anni di lavoro ne sia stato fatto tanto”. Dalla revisione della mobilità e della sosta in centro storico alla raccolta differenziata estesa a tutta la città, Manfredini è stata spesso bersaglio di critiche da parte della minoranza, con attacchi anche personali, ad esempio sul tema Aem.  Da escludere, afferma l’interessata, che dietro la scelta ci siano motivazioni politiche. Ma da questo suo allontanamento volontario potrebbe riaprisi il discorso di un riequilibrio delle deleghe in Giunta.

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