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Tra le macerie di Casale:
il racconto del Vigile del
Fuoco Massimiliano Russo

Sta operando a Casale, una delle 49 frazioni di Amatrice, il vicecomandante dei Vigili del Fuoco di Cremona, l’ingegnere Massimiliano Russo, arrivato mercoledì scorso insieme a un collaboratore per valutare lo stato degli edifici dopo il terremoto del 24 agosto. Insieme a lui, colleghi da varie parte d’Italia che a turno stanno percorrendo l’intricato entroterra al confine tra Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria. Russo fa parte del nucleo Stcs (short term countermeasures system) e il suo compito è quello di effettuare il ‘triage’, termine tipico delle emergenze relative al soccorso, in base al quale vengono stilate le priorità di intervento, a seconda della gravità delle condizioni. In questo caso i malati sono gli edifici, brandelli di cui è rimasto in piedi pochissimo. Lo contattiamo al telefono, al termine di una giornata di lavoro. “Davanti a me non c’è quasi più nulla, la maggior parte delle case qui sono costruite in pietra e altri materiali poveri. Si sono sgretolate, non solo quelle più vecchie, ma anche quelle ristrutturate utilizzando materiali diversi, quali cemento armato, che hanno appesantito  l’edificio. E’ strano vedere case completamente distrutte accanto ad altre, nettamente meno, che hanno resistito. Della chiesa di Casale non è rimasto che un cumulo di macerie alto circa un metro”.

Quasi tutto è andato distrutto in questo abitato che si trova vicino a Saletta, frazione dove i decessi sono stati 22 su 29 abitanti.

terremoto dentro

L’abitato di Casale, dove sta operando Russo

“Siamo in montagna, 1050 metri”, continua Russo. “Stamattina (ieri, ndr)  siamo stati svegliati da una scossa piuttosto forte, 3.6. Sono cadute macerie già pericolanti mentre parte di altri edifici, già intrisi di pioggia caduta nei giorni scorsi, sono collassate”.

La missione di Russo continuerà per almeno 5 giorni, ma al lavoro sono arrivati da giovedì altri sette vigili del fuoco cremonesi. Sono impegnati ad Amatrice, nel recupero di beni di prima necessità rimasti all’interno delle case dopo che gli abitanti sono riusciti a mettersi in salvo. Case in condizioni precarie, dove si può entrare solo per pochi minuti, il tempo di recuperare cose indispensabili come soldi, documenti, medicine.

g.biagi

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