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Tennis, i tre commercialisti
patteggiano per le combine
A Bruni la pena più alta

Scommesse nel tennis: oggi davanti al giudice Christian Colombo hanno definito il patteggiamento gli imputati Manlio Bruni e Francesco Giannone, ex commercialisti di Beppe Signori, ed Enrico Sganzerla, commercialista di Verona, che escono quindi definitivamente dal procedimento giudiziario. A Bruni la pena più alta, un anno e dieci mesi, mentre Giannone ha patteggiato un anno e otto mesi di reclusione. Sganzerla ha invece patteggiato otto mesi, pena sospesa. Bruni e Giannone erano difesi dall’avvocato Fausto Bruzzese, mentre Sganzerla dai legali Luca Bronzato e Nicola Avanzi.

Per gli altri imputati, i due tennisti azzurri Daniele Bracciali e Potito Starace e Roberto Goretti, direttore sportivo del Perugia Calcio, il processo si è aperto davanti al collegio lo scorso 11 ottobre. L’accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, in particolare a manipolare una pluralità di partite di tennis di tornei prevalentemente internazionali.

Per la procura, rappresentata dal procuratore Roberto di Martino, le scommesse sul tennis si sarebbero svolte dalla fine del 2007 all’estate del 2011. L’inchiesta, nata da una costola del calcioscommesse, ha portato alla luce un giro di partite truccate anche a livello internazionale, toccando anche tornei di Parigi, Monaco di Baviera, Amburgo, Casablanca, Barcellona e Newport. A cominciare sarebbero stati Bruni e Goretti, sfruttando la conoscenza con Bracciali che avrebbe poi assoldato il collega Starace. Il primo episodio risale al luglio del 2007, quando Goretti e Bruni avrebbero cercato di convincere Bracciali a perdere dopo il primo set al torneo di Newport per la cifra di 50 mila euro. Doppio, in seguito, sarebbe stato il ruolo di Bracciali, che dopo essersi infortunato sarebbe diventato egli stesso reclutatore di campioni italiani disposti a farsi comprare. La procura ritiene illogico che per quattro anni e mezzo Bracciali avesse esclusivamente alimentato illusioni nei confronti di Goretti e Bruni.

Il 10 aprile del 2011, invece, Starace, in occasione della finale del torneo a Casablanca, sarebbe stato convinto a perdere contro lo spagnolo Andujar in cambio di 300mila euro, mentre il 18 aprile a Barcellona gli sarebbero stati promessi 50.000 euro per truccare il match con il tennista spagnolo Gimeno Traver.

Per la procura, ad Arezzo ci sarebbero state due cene alle quali, secondo Goretti, avrebbe partecipato anche Starace, e tra i vari tornei in odore di combine ci sarebbero stati anche quelli di Monaco del 2009 e di Barcellona del 2011. La prova, per l’accusa, sarebbero i contatti avuti il 5 settembre del 2007 tra Bruni e Sganzerla. Non solo: per il procuratore di Martino, sarebbero numerosi i tornei per i quali ci sarebbe stata anche solo l’idea di coinvolgere Potito Starace: i tornei del 2007 di Bucarest, Stoccarda, Acapulco e Valencia, i tornei del 2008 di Amburgo e di Wimbledon, ancora Wimbledon del 2009, Santiago, Nizza e ancora Amburgo del 2010, più diversi tornei sudamericani.

Sulla posizione di Starace e dei commercialisti ci sarebbero inoltre delle chat dalle quali emergerebbe che ci sarebbe stato almeno un incontro tra Starace, Bruni e Goretti: incontro che avrebbe avuto per oggetto la puntualizzazione delle somme e dei rapporti per le combine delle partite.

Sara Pizzorni

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