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Lgh-A2A, promessi
quattro anni
di crescita

Fa tappa a Cremona il "road show" dei vertici di Lgh per illustrare le potenzialità dell'accordo firmato ad agosto e sancite nel piano industriale 2016 - 2020.
Il presidente Lgh Antonio Vivenzi (foto Sessa)

I vertici di Lgh hanno incontrato a San Vitale i sindaci – azionisti cremonesi, oltre ai vari interlocutori locali, nel segno di un rinnovato patto territoriale post vendita di quote (il 51%) ad A2A. Urge confermare la vicinanza al territorio, ora che la famiglia si è allargata e questo potrà avvenire solo mantenendo alta la qualità dei servizi e fornendone di nuovi. Su questo si sono concentrati tutti gli interventi: sindaco di Crema Stefania Bonaldi, di Cremona Gianluca Galimberti, presidenti di Aem Cremona Massimo Siboni e di Scrp Crema Pietro Moro. Come ha detto il presidente di Lgh, Antonio Vivenzi, “saper coniugare in azioni concrete la crescita industriale con la capacità di mantenere salde radici nei territori è la nostra sfida nei prossimi anni. Lgh, anche grazie alla partnership con A2A, può oggi davvero rappresentare in Italia un innovativo modello per la gestione dei servizi pubblici locali”. Il sindaco Galimberti ha ricordato la data del 4 agosto 2016 come momento cruciale di svolta nella vita di Aem, con l’asseverazione del piano di rientro dal debito e contestuale chiusura dell’accordo di partnership Lgh-A2A. Aem da allora ha visto scendere la  sua partecipazione in Lgh dal 31 al 15,5%, ma entro quest’anno – ha assicurato il presidente Siboni – il debito di 100 milioni sarà quasi completamente rientrato. Tassello finale dell’operazione – detto per inciso – è il perfezionamento della cessione delle reti idriche a Padania Acque (presente a san Vitale con il suo presidente Claudio Bodini e l’ad Alessandro Lanfranchi) entro il 31 dicembre. Il nuovo corso promette di fornire prospettive di crescita di respiro europeo, ha detto il sindaco gettando lo sguardo anche oltre il confine lombardo della multiutility. Grande enfasi, nel piano industriale 2016-2020, approvato a settembre, viene data ai servizi di ICT, alla ‘città intelligente’ che grazie alla connettività veloce può migliorare servizi tradizionali come la gestione della mobilità urbana, la tutela ambientale, la comunicazione. Nell’arco del quinquennio, ha spiegato l’ad Massimiliano Masi, sono previsti oltre 240 milioni di investimenti cumulati, il 46% dei quali in sviluppo, il resto in mantenimento, senza dimenticare che il ‘cuore’ aziendale sta nella vendita di utilities quali gas, energia elettrica, e nei servizi di raccolta e smaltimento rifiuti. E quindi nei rapporti diretti con la clientela, sia domestica che business.

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Il piano industriale prevede un incremento dei dividendi agli azionisti, e cioè le patrimoniali dei Comuni, dai 6,7 milioni del 2015 ai 19,5 del 2020; ma anche una crescita del valore complessivo degli stipendi (da 65,3 a 68,6 milioni; confermato tra l’altro il piano di assunzioni di 100 unità nell’ambito del turn over) e contestualmente una diminuzione della spesa per interessi da 17 a 9,6 milioni.  Redistribuzione di ricchezza anche verso i fornitori: previsto incremento da 230 a 249 milioni per l’acquisto di beni e servizi.

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Vicinanza alle famiglie in difficoltà viene dal progetto della onlus Banco dell’energia che grazie a contributi aziendali e all’aiuto di Fondazione Cariplo consentirà di creare un fondo da destinare al pagamento delle utenze, anche di altri fornitori, delle famiglie in improvvisa difficoltà. Altro segno di vicinanza al territorio – ha spiegato Vivenzi – il varo del Comitato per il territorio Lgh, organo consultivo formato da non meno di tre amministratori del territorio, di cui almeno uno con adeguate esperienze nelle tematiche ambientali e di sostenibilità sociale dell’impresa, col compito di affiancare il Cda nelle varie iniziative, tra cui anche la valutazione dell’impatto delle attività d’impresa nei singoli territori.

g.biagi

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