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Tamoil, lettera aperta al
sindaco: 'Rivedere obiettivi
di bonifica dopo sentenze'

Doppia iniziativa dei Radicali cremonesi all’indomani dell’oservatorio Tamoil in Comune. Adi illustrale, sabato 17 dicembre, Maurizio Turco, tesoriere del Partito Radicale, già deputato e autore di numerose interrogazioni parlamentari sul caso Tamoil e Sergio Ravelli, radicale storico e autore del libro “Morire di petrolio” e Gino Ruggeri, parte civile nel processo di primo grado in sostituzione del Comune di Cremona.
La prima iniziativa riguarda il deposito avvenuto lo scorso 14 dicembre di una interrogazione parlamentare da parte della deputata Pd di Padova Gessica Rostellato con la quale si chiede al Ministero dell’Ambiente di dare avvio, sulla base degli impegni assunti un anno fa rispondendo ad una interrogazione della stessa Rostellato, all’azione civile di risarcimento nei confronti della Tamoil per l’enorme danno ambientale arrecato.
La secondo iniziativa riguarda l’invio al sindaco di Cremona, all’assessore all’ambiente Alessia Manfredini e ai componenti dell’Osservatorio Tamoil di una lettera aperta con la quale si propone la revisione del procedimento amministrativo, degli obiettivi di bonifica e in particolare dei Punti di Conformità facendoli rientrare nei limiti imposti dal Testo Unico ambientale n. 152/2006.

Questa la lettera indirizzata al sindaco Galimberti:

Preg.mo Sig. Sindaco, la sentenza emessa il 20 giugno scorso dalla Corte d’Assise d’Appello di Brescia ha confermato la presenza di una sorgente unica di contaminazione all’interno della raffineria che si estende all’esterno, essendo il cosiddetto “taglione” assolutamente ininfluente. Di conseguenza il prodotto libero (surnatante) disperso nel sottosuolo della raffineria è emigrato verso le aree esterne non di proprietà e non di competenza della Tamoil causando danni ambientali e forse sanitari.

Al momento il progetto approvato per la raffineria è un progetto di Messa in Sicurezza Operativa (MISO) che prevede il sostanziale “confinamento” della contaminazione all’interno del sito produttivo. Tuttavia, per quanto riguarda le acque di falda ed il prodotto surnatante, il confine dello stabilimento non è stato rispettato in considerazione dell’ipotesi che le aree rivierasche avessero una sorgente “autonoma” di contaminazione. Di conseguenza le bonifiche previste sono due: la bonifica del sito Tamoil e la bonifica delle aree esterne. Con questo stratagemma, nonostante siano stati messi in atto notevoli sforzi, seppur tardivi rispetto all’autodenuncia del 2001, anche il procedimento amministrativo evidenzia un gap rispetto alla verità processuale e tecnica in quanto non impone alla società gli stessi obiettivi di bonifica definiti dall’allegato 1 del T.U. ambientale n.152/2006.

La proposta che vogliamo quindi sottoporLe attraverso questa lettera-aperta è quella di rivedere gli obiettivi di bonifica ed in particolare i Punti di Conformità, i punti cioè in cui si debbono rispettare i limiti imposti dalla legge (350 ug/l idroc. Tot).

Tale opportunità potrà essere colta nelle prossime settimane anche in considerazione delle modifiche alla barriera idraulica che sono state progettate ed in corso di realizzazione. A tale riguardo si fa presente che gli stessi enti di controllo hanno indicato l’opportunità di rivedere la Determina di approvazione del progetto MISO.

Cordiali saluti, Sergio Ravelli e Gino Ruggeri, presidente e segretario dell’Associazione Radicali Cremona

 

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