Un commento

VenTo Day, Delrio a Cremona:
'Progetto che guarda al futuro
e riferimento per cicloturismo'

Il ministro Delrio con il sindaco Galimberti

Fotoservizio Francesco Sessa

Tappa cremonese questa mattina per la 5ª edizione del Vento Day, con la presenza del ministro Graziano Delrio, che insieme al sindaco Gianluca Galimberti ha percorso il tragitto ciclabile lungo il Po da Brancere a Cremona, per fermarsi poi presso il Molo 53, dove le autorità presenti hanno fatto il punto della situazione di questo progetto di mobilità turistica, il progetto VenTo, appunto. Un’iniziativa che punta a creare un’unica ciclovia lungo il Po, da torino fino a Venezia, accanto al quale non va dimenticato il programma di regimazione del Po, che come ha affermato lo stesso Delrio, “è una priorità per il Governo e qualcosa a cui teniamo molto”.

Il fiume non è più solo un pezzo di panorama, ma diventa quindi parte integrante della vita del territorio, ma soprattutto porta il fiume ad essere un punto di riferimento per l’Europa. “VenTo è un progetto di ricerca ma anche di futuro” ha detto Delrio. “Il nostro Paese deve dotarsi di una rete ciclabile e questa è la direzione verso cui stiamo andando. A questo proposito, abbiamo già messo a progetto dieci ciclovie nazionali, mettendo da parte risorse importanti pari a 700 milioni di euro. C’è dietro il desiderio di promuovere una mobilità dolce, un modo diverso di godere il territorio. Ci sono programmi che riguardano i cammini e anche le ferrovie turistiche. Ma non si tratta solo di promuovere un turismo sostenibile, ma anche di dare nuovo impulso all’economia: il cicloturismo ha un potenziale giro d’affari di 3 miliardi, senza contare i posti di lavoro e il risparmio sanitario legato a migliori stili di vita. Vogliamo che l’Italia e il fiume Po diventino un punto di riferimento per il cicloturismo di tutta Europa”.

“Siamo la regione capofila che condurrà le operazioni insieme a Emilia, Veneto e Piemonte e insieme al ministero” ha dichiarato il governatore della Lombardia, Roberto Maroni. “Nel patto per la Lombardia firmato con il presidente del Consiglio Renzi c’è un punto specifico che assegna 20 milioni di euro nella legge di stabilità 2016 per fare i primi lotti della ciclovia. Oggi abbiamo deciso di istituire una cabina di regia con Regione, Politecnico, ministero, enti territoriali, Fondazione Cariplo, per procedere con il progetto”. Ma non è tutto: “c’e’ anche un progetto ulteriore: collegare ‘Vento’ con tutte le altre ciclovie che ci sono a nord, in Lombardia, per circa 4.000 chilometri, realizzando cosi’ un ecosistema di ciclovie che diventi punto di riferimento in Europa”.

“VenTo vuol dire diverse cose” ha aggiunto il sindaco Gianluca Galimberti. “La prima è l’unione tra più territori, l’idea che si possono fare progetti importanti solo mettendo insieme diversi attori. In un Paese caratterizzato da tanti campanili, questa tendenza rappresenta un cambio di mentalità. La seconda cosa da sottolineare è che non si tratta solo di una pista ciclabile, ma di un progetto di sviluppo del Paese, che deve valorizzare le bellezze di cui è dotato. Noi ci stiamo attrezzando per renderlo possibile: lo scorso anno sono partite da Cremona tre nuove barche, quest’anno inauguriamo il Molo 53. Vogliamo che il fiume diventi fruibile, a tutti e ciò è possibile mettendo insieme ciclabilità e navigabilità turistica: ciò, insieme all’attrattività dei nostri territori, ci porta ad avere qualcosa di unico in Europa”.

Questa iniziativa parte da un progetto di ricerca” ha concluso Ferruccio Resta, rettore del Politecnico. “Vedere come essa è diventata un bene comune è fonte di grande soddisfazione. L’università vuole competere a livello internazionale come nodo locale di una rete, portando con sè valori dello sport e dello stare insieme”.

Presenti all’incontro: Carlo Malvezzi (consigliere regionale), Davide Viola (presidente della Provincia), Ivana Cavazzini (sindaco di Piadena), Giulio Notari (assessore lavori pubblici Comune di Piadena), Oreste Bini (Sindaco di Bonemerse), Sonia Nervi (Consigliere Comune di Bonemerse), Daniele Bonali (Vicesindaco Comune di Gerre), Andrea Manfredini (assessore lavori pubblici Comune di Spinadesco), Stefano Belli Franzini (Sindaco Comune di Gussola), Roberto Mariani (Sindaco Stagno Lombardo), Giovanni Leoni (Vicesindaco Casalmaggiore), Giorgio Cisini (assessore lavori pubblici Comune di Piacenza), Federica Costa (responsabile Ufficio Turismo Provincia di Lodi), Alessandro Lanfranchi (AD Padania Acque), Elena Jachia (Direttore Area Ambiente Fondazione Cariplo), Gianfranco Ferretti (Prorettore Politecnico di Milano), Palmiro Donelli. Presenti anche rappresentanti delle Gev e della Fiab.

IL PROGETTO VENTO

Il progetto della Ciclovia turistica ‘Vento’ (Venezia-Torino) che coinvolge Mit, Mibact e le regioni Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte  ha l’obiettivo di realizzare una dorsale cicloturistica interregionale di lunga percorrenza, che dia continuità all’intera ciclovia lungo gli argini del Po, tra Venezia e Torino, attraverso le regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, con un’appendice fino a Milano lungo i navigli leonardeschi, di lunghezza pari a 679 chilometri. Essa attraversa quattro regioni, 12 Province, 121 Comuni e oltre 20 aree protette.

Il Politecnico di Milano ha sviluppato lo studio di fattibilità del progetto ‘Vento’ e ha avviato, a partire dal 2010, un’importante iniziativa di sensibilizzazione per la promozione del tracciato a scopo cicloturistico presso gli enti territoriali. Nel corso del 2015 il progetto e’ divenuto di rilievo nazionale, prima con l’inserimento nella Legge di Stabilità 2016, che ha stanziato, per ‘Vento’ e altre tre ciclovie (tra cui la Sole, da Verona a Firenze, attraversando la provincia di Mantova), 91 milioni di euro, e poi, il 27 luglio 2016, con la firma di un Protocollo di intesa tra il Governo (Mit e Mibact) e le quattro Regioni attraversate. Con la sottoscrizione dei Protocolli per le quattro ciclovie specificamente menzionate dalla Legge di Stabilità ha preso forma il Sistema nazionale delle ciclovie
turistiche.

Con la firma del Protocollo del 27 luglio 2016 Regione Lombardia è stata individuata quale soggetto coordinatore delle Regioni e di interfaccia con il Mit per l’intera ciclovia ‘Vento’. Il Protocollo riconosce in particolare al progetto della ciclovia ‘Vento’ i requisiti di: intermodalita’ con altri sistemi di trasporto, e specificamente con il sistema ferroviario, fluviale e marittimo; interconnessione con altri itinerari cicloturistici; capacità di valorizzazione del patrimonio storico artistico e naturalistico; capacità di valorizzazione del patrimonio agricolo, enogastronomico e delle tradizioni popolari; motore di sviluppo di ricettivita’ turistica ecosostenibile; generazione di occupazione a partire dalle aree interne del Paese.

Laura Bosio

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Commenti
  • Sandro Rossi

    Buona iniziativa ,ma perché non si segna sulle strade larghe,tipo via boschetto cr la riga bianca laterale della strada a un metro dalla fine asfalto? Si avrebbe una pista ciclabile pronta,cosa serve la linea bianca segnata alla fine dell’asfalto?x la nebbia?