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CREMONESI NEL MONDO -
Giuseppe: 'Ho voluto rompere
la routine e andare in Spagna'

Partire e lasciare il proprio Paese, la propria città, le amicizie e gli affetti… una scelta coraggiosa, che sempre più cremonesi stanno facendo. Chi per motivi di lavoro, chi perché qui un impiego non riesce proprio a trovarlo, chi perché vuole conoscere il mondo, chi semplicemente perché è stufo dell’Italia. Insomma, le motivazioni possono essere molteplici. Ma cosa passa per la testa di chi parte? Ne parliamo con Giuseppe Nobile, 26 anni, ex coordinatore del gruppo giovani dell’Avis di Cremona, che nel gennaio scorso ha deciso di fare i bagagli e di salire su un aereo per la Spagna.

Cosa ti ha spinto a partire dall’Italia per tentare una nuova vita in Spagna?

Mi é sempre piaciuto viaggiare, e l’ho fatto fin da quando ho potuto. Quando vivevo in Italia, di fatto, non mi mancava nulla, peró sentivo l’esigenza di rompere quella routine che mi stava opprimendo. Avevo bisogno di nuovi stimoli, di nuove sfide, di mettere alla prova i miei limiti. Queste sensazioni sono rimaste solo fantasie per molto tempo. Poi mi sono imbattuto nella città in cui vivo ora: Valencia. La prima esperienza qui fu nel giugno scorso, quando ero venuto a trovare una mia amica in Erasmus. Vi rimasi per una settimana, durante la quale rimasi affascinato e ammaliato. Tanto da farmi decidere che era la città nella quale volevo vivere. La decisione di trasferirmi maturó nelle settimane seguenti, anche se il trasferimento effettivo si è concretizzato solo a gennaio di quest’anno”.

Cosa ti piace maggiormente della città in cui ora ti trovi?

Sicuramente ci sono fattori climatici differenti a quelli a cui ero abituato a Cremona: sole quasi tutto l’anno, temperature di media piú alte, il mare a 10 minuti di autobus e fantastici parchi immensi. Oltre a questo la cittá, pur essendo tra le piú grandi e popolate della Spagna, sembra mantenere una visione paesana e a misura d’uomo. Ad esempio alcune strade sono piene di negozi a conduzione famigliare, dove la gente si saluta chiamandosi per nome. Eppure non mancano tutti i vantaggi della grande città, come dei mezzi di trasporto molto efficienti, che ti permettono di girare la cittá in maniera facile e comoda. Ultima cosa, ma non per importanza, ad affascinarmi è lo stile di vita. La gente ha una differente concezione della vita quotidiana, che si esprime nell’essere maggiormente propensi a vivere il presente, il momento. E’ assolutamente naturale uscire la sera, anche fino a tardi, durante la settimana, cosa che a Cremona sarebbe inconcepibile”.

Spiegati meglio: come si vive lì? Come è la giornata tipo?

I ritmi sono abbastanza diversi da quelli cremonesi: i negozi aprono verso le 9.30-10 del mattino e restano aperti fino alle 14 circa. In alcuni uffici é permessa anche una pausa di metá mattino, chiamata “almuerzo”, per spezzare la fame e continuare con le batterie cariche. Dopodiché si va a pranzare, e questo lasso di tempo puó durare da un minimo di un’ora ad un massimo di due, lasso di tempo in cui, generalmente, viene compresa quella che noi chiameremmo “siesta”.
Nel pomeriggio si riprende poi a lavorare, fino alle 19.30-20 circa. Alcuni negozi, come i grandi supermercati, chiudono dopo le 21.30. Ció che non puó mancare a fine giornata, dopo una doccia ristoratrice, è l’appuntamento al bar con le tradizionali tapas spagnole in compagnia degli amici. Verso le 22 si cena e, a seconda delle abitudini, si conclude la serata con una birra in un pub o ad una delle numerose “fiestas de piso” (feste in casa di giovani per lo piú Erasmus).

E’ stato difficile trovare lavoro?

Assolutamente no. Faccio il programmatore informatico, e ho trovato subito, a tempo indeterminato. Ci è voluto un po’ di tempo per concretizzare la cosa, perché servivano dei documenti, ma poi ho iniziato senza problemi.

Cosa ti manca maggiormente dell’Italia e di Cremona?

Ad essere sincero, mi sono adattato tanto velocemente che credo che non mi manchino l’Italia e Cremona. Peró sicuramente, alla lunga, tra le cose che mi mancheranno ci saranno senza dubbio la mia famiglia e i miei amici piú stretti, con i quali ho condiviso interi anni della mia vita.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Tra i miei progetti per il futuro è ancora presente il viaggiare, infatti sto per trasferirmi in Irlanda, per motivi di lavoro, per qualche mese. Ma so che sará una tappa temporanea e che presto o tardi tornerò in Spagna, anche perché mi piacerebbe molto poter completare il cammino di Santiago. Chissá poi si potrebbe pensare anche ad una sistemazione e una famiglia, ma ormai stiamo entrando in un territorio piuttosto incerto.

Pensi di rientrare in Italia prima o poi?

No, la mia intenzione, almeno ad oggi, è di non tornare in Italia, o almeno non per viverci (una vacanza ogni tanto si puó fare). Non perché non mi piaccia, credo che sia uno tra i piú bei paesi al mondo. Quello che non mi piace sono alcuni atteggiamenti, soprattutto della classe politica, sempre piú intenta a fare propaganda invece di preoccuparsi dei giovani e del reale stato in cui versa la popolazione. Mi piacerebbe vivere in un Paese dove la politica sia rivolta alla cittadinanza, e un giorno lo troverò”.

Laura Bosio

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