Cronaca
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Se n'è andato Antonio Leoni, grande fotografo e maestro di giornalismo

Se n’è andato questa mattina Antonio Leoni, uno dei più grandi giornalisti cremonesi del dopoguerra. Curioso, colto, attento a tutto quello che si muove nel mondo della comunicazione, innovatore e capace di passare dalla grande fotografia al giornalismo sportivo, dalla grafica al giornalismo d’inchiesta, dalla carta stampata al web. Non c’è stato settore del mondo giornalistico che non l’abbia attratto e che poi avrebbe sperimentato. Spesso con grande successo come il “suo” Mondo Padano o con il Vascellocr.it, il primo quotidiano online della nostra provincia nato addirittura sedici anni fa, agli albori dell’informazione web.

Il “suo” Mondo Padano era una straordinaria bottega di giornalismo. Lo aveva fondato con Gian Curtani nel 1981 dopo aver lasciato il quotidiano “La Provincia”.

Lì io ho mosso i primi passi nella professione, facendo tesoro dell’esperienza, dei consigli, dei suggerimenti di Antonio e Gianni. Era un settimanale di battaglia, di progresso e di cultura. Niente era lasciato al caso. Le lunghe riunioni di redazione, al lunedì mattina, per scegliere gli argomenti sui quali puntare il lunedì successivo. Si parlava di tutto: di sport, di cronaca, di cultura, di fotografia. Già con Antonio non si poteva fare a meno di mettere in primo piano l’immagine, la foto ricercata, il disegno, perfino le prime vignette di Pinè. La fotografia in quella redazione era una cosa sacra, importante, capace di colpire gli occhi e il cuore dei lettori.

D’altra parte le fotografie di Antonio Leoni sono nelle collezioni e nei musei di tutto il mondo. Molti i suoi volumi fotografici: “Il Mondo degli ultimi”, “La cascina cremonese”, “Il vaso di Pandora”, “gli Impietriti” , “Gente di Buddha” e tanti altri. Fece molto discutere un suo libro “La provincia in ostaggio” sullo strapotere agrario.

Nel 1984 Antonio studiò con Sergio Ruffolo anche la nuova grafica di Mondo Padano: un settimanale dalle sembianze di un quotidiano, in bianco e nero, formato tabloid italiano (quello di Repubblica, tanto per capirci, sempre disegnato da Ruffolo), con il corpo del settimanale ma con il volto del quotidiano (il lunedì, giorno d’uscita, La Provincia non era in edicola). Leoni volò addirittura in Irlanda per reperire il carattere scelto per Mondo Padano, l’Olive, un carattere nuovo che partendo dal Grottesco classico dava al settimanale una impronta unica, successivamente imitata da tante altre pubblicazioni italiane e straniere.

Quando con Antonio ci incontravamo in centro, anche nei mesi scorsi, la battuta era sempre pronta: “Eccoci qua. Io e te siamo rimasti i pochi giornalisti di strada, meglio non perdere le vecchie abitudini battendo i marciapiedi alla ricerca di notizie in presa diretta. I giovani stanno alla scrivania, dentro il computer trovi tutto ma non incontri le persone”. Grazie Antonio, ciao. Un abbraccio.

Mario Silla

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