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In Inghilterra
per amore:
la storia di Claudia

C’è chi parte per inseguire la carriera, chi per fuggire da un Paese che non lo soddisfa, chi invece lo fa per amore: è questo il caso di Claudia Testa, ragazza cremonese che dal 2009 vive in Inghilterra, in un piccolo villaggio del West Midlands chiamato Stourbridge. La sua decisione è stata appunto dettata dal cuore: ha voluto seguire l’uomo che poi è diventato suo marito, Jamie. E nel corso degli anni si è trasformata sempre più in una perfetta ragazza inglese, seppure Cremona resti sempre nel suo cuore.

Cosa ti ha portato a fare le valigie e partire dall’Italia per l’Inghilterra? Qual è la tua storia?

Mi sono trasferita nel  Regno Unito per seguire mio marito. Lui è inglese e non poteva venire a vivere in Italia per ragioni di lavoro di conseguenza ho fatto le valigie e sono partita. Quando l’ho conosciuto ho capito che era l’altra metà della mela quindi ho preso questa decisione in poco tempo, sicura che fosse la cosa giusta da fare.

Come è stato l’impatto con una società così diversa dalla nostra? Sei riuscita ad adattarti facilmente?

Non è stata una passeggiata trasferirsi in un paese straniero e lasciare famiglia ed amici. Per di più non vivo in una metropoli cosmopolita, ma in un piccolo villaggio del West Midlands dove non si parla ‘l’inglese della regina’. All’inizio l’inglese che ho appreso al liceo e all’università non è stato sufficiente per capire e comunicare in modo fluente. Anche guardare la televisione poteva rivelarsi un’impresa piuttosto ardua! Qui l’accento è molto stretto e viene denominato ‘Black Country Accent’, poichè proprio qui ebbe inizio la rivoluzione industriale e le ciminiere degli stabilimenti producevano una coltre di fumo nero che avvolgeva l’intera zona. Ricordo che i primi tempi sono stati difficili perchè non avevo un lavoro e conoscevo solo poche persone. Inoltre le attività quotidiane che per noi sono più elementari, per me erano una piccola sfida (guidare, andare a fare la spesa da sola, prenotare una visita). Tuttavia non mi sono fatta sopraffare dalle mie paure ed incertezze ed ho deciso di abbracciare la cultura e lo stile di vita del Regno Unito. Volevo vivere come un’inglese e non come una ragazza italiana trapiantata in Inghilterra.
Molte persone non mi crederanno, ma il cibo non è mai stato un problema, anzi, ho imparato ad apprezzare diversi piatti tipici che ora cucino regolarmente. Ovviamente la cucina inglese non è lontanamente paragonabile a quella italiana, ma non è neppure così terribile come solitamente descritta dagli studenti reduci da un soggiorno in un college inglese.
Neppure la pioggia mi ha scoraggiato, anzi con il tempo si impara ad apprezzarla perchè è la ragione per la quale la campagna inglese è così verde e rigogliosa e sa offrire paesaggi mozzafiato. Comunque posso spendere solo parole positive per descrivere le persone che ho incontrato in questi 8 anni. Sono stata accolta a braccia aperte e adesso posso sinceramante affermare di sentirmi anche un po’ inglese.

Cosa apprezzi di più degli inglesi e del loro modo di vivere? Cosa invece apprezzi di meno?

Degli inglesi apprezzo l’umorismo garbato, ma a volte pungente, la voglia di vivere la vita a pieno, la cortesia nel rapportarsi  e la capacità di ridere di se stessi. Ciò che apprezzo di meno è il consumo smoderato di alcool. Non voglio sembrare una bacchettona, ma credo che ci possa divertire anche senza esagerare con le bevande alcoliche.

Come trascorri le tue giornate inglesi?

Sono una mamma a tempo pieno di due meravigliosi bambini: Luca e Giorgia. Quando posso aiuto mio marito, che ha un’attività in proprio, ma principalmente mi dedico ai bimbi. Fino a quattro anni fa lavoraravo nell’ufficio commerciale di un’azienda che vendeva montascale, ma quando è arrivato Luca ho deciso di dedicarmi completamente alla famiglia. Mi sento davvero fortunata di poter occuparmi completamente dei miei figli e seguirli passo dopo passo.

Cosa ti manca maggiormente di Cremona?

Sarà scontato, ma le cose che mi mancano di più di Cremona sono la famiglia e gli amici. Della città mi mancano le passeggiate nel centro storico, le gite in bicicletta lungo gli argini e un numero considerevole di ristoranti, pasticcerie e gelaterie!

Pensi che la tua vita sia ormai radicata dove sei, o un giorno vorresti tornare?

Cremona sarà sempre ‘my home’ e appena posso cercherò di tornare, ma penso che ormai la mia vita sia radicata in Inghilterra. Tuttavia voglio che i miei figli imparino a conoscere l’Italia, specialmente Cremona, e magari possano considerarla come la loro seconda casa.

Guardando l’Italia da osservatore esterno, cosa vedi?

Un paese che ha tanto potenziale, ma che viene poco rispettato e apprezzato. Un paese che si perde tra le scartoffie della burocrazia e che è guidato da persone più interessate al tornaconto personale che al bene dei cittadini. Rispetto all’Italia mi sono accorta che qui il merito e le capacità sono più importanti della raccomandazione, del titolo, dell’ età anagrafica o del genere. Ho trovato più trasparenza, correttezza, disponibilità nell’ascoltarti e nel venirti incontro. Da questo punto di vista l’Italia ha molto da imparare purtroppo.

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