Un commento

Krylov e gli 8 capolavori
della liuteria aprono con il botto
lo Stradivarifestival

Foto Sessa

Un concerto unico, forse irripetibile, ha aperto con il botto la quinta edizione dello Stradivarifestival. L’evento era sold out da settimane. Protagonista Sergej Krylov e la Lithuanian Chamber Orchestra e otto capolavori del Museo del Violino: un Nicolò Amati, quattro Stradivari, un Giuseppe Guarneri, due Giuseppe Guarneri del Gesù. Un insieme straordinario che ha dato origine a una miscela esplosiva che ha fatto balzare in piedi più volte tutto l’auditorium Giovanni Arvedi per applaudire e acclamare Krylov, cremonese d’adozione a ambasciatore nel mondo della nostra liuteria, che nella serata inaugurale del Festival non si è risparmiato concedendo addirittura due bis dopo gli otto brani in cartellone, rigorosamente scelti dal violinista dopo aver accuratamente testato nei tre giorni di prove che hanno preceduto l’evento, gli otto capolavori della liuteria cremonese.

Il concerto si è aperto con Bach e il concerto per violino e orchestra 1042 poi è proseguito con “la tempesta di mare” di Antonio Vivaldi per chiudere ancora la prima parte con il concerto in sol minore 1056 per violino e orchestra. Il cambio repentino di violino tra un brano e l’altro e una esecuzione pressoché perfetta di Krylov e la Lithuanian avevano già scaldato il pubblico che si è scatenato in fragorosi applausi con Paganini (Cantabile op.17 e poi “La Campanella”) che il violinista ha eseguito in maniera straordinaria con grandi virtuosismi.

La critica internazionale lo giudica forse il miglior interprete di Paganini e anche ieri sera ne abbiamo la conferma. Poi il Rondò capriccioso di Saint-Saens per chiudere con la Carmen Fantasy di Pablo de Sarasate e pubblico entusiasta. Poi i due bis: dalle Quattro Stagioni di Vivaldi e, a sorpresa, il concerto 1043 di Bach eseguito in coppia con il primo violino della Lithuanian in un inedito duo di due Stradivari dello stesso anno, il 1734.

 

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Commenti
  • Patrizia Signorini

    Emozione pura. Krylov un mostro di bravura . Cremona si ricordi che in certe cose è unica al mondo.