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L'ematologa Ilaria Casetti
da Cremona a Vienna con
progetto Professionalità

La cremonese Ilaria Carola Casetti, 32 anni, si è meritata un posto tra i vincitori della XVIII edizione del bando Progetto Professionalità “Ivano Becchi”, iniziativa annuale promossa dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia. Dalla settimana scorsa si trova in Austria, dove potrà svolgere, senza sostenere alcuna spesa, il percorso di ricerca da lei proposto in ambito ematologico.

A Pavia per ragioni di studio dal 2004, la dottoressa Casetti ha conseguito a pieni voti la laurea in medicina e chirurgia, seguita dal diploma dello IUSS, prestigiosa Scuola Superiore a ordinamento speciale. A giugno ha completato la specializzazione in Ematologia presso la Clinica Ematologica della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, e da tempo è impegnata nell’attività clinica e scientifica nel campo delle neoplasie mieloproliferative. Approfondirà lo studio delle basi molecolari di queste patologie presso il Laboratorio del prof. Robert Kralovics, del CeMM Research Centre for Molecular Medicine, centro che utilizza i più moderni approcci sperimentali per identificare le alterazioni genomiche e le mutazioni che influenzano l’origine e lo sviluppo di questo tipo di tumori del sangue.

Uno dei geni coinvolti nella patogenesi delle neoplasie mieloproliferative è CALR, codificante per la proteina calreticulina, che interviene in numerosi processi cellulari. “L’obiettivo della ricerca è di correlare i livelli plasmatici di calreticulina con dati clinici a nostra disposizione al fine di stabilire nuovi parametri prognostici. Ci aspettiamo inoltre di chiarire il ruolo della calreticulina nella progressione di malattia e di utilizzarla in futuro come target terapeutico, ad esempio come bersaglio per anticorpi monoclonali specifici contro la proteina mutata”, spiega con precisione Ilaria. Attraverso il progetto finanziato dalla Fondazione acquisirà nuove competenze tecniche da applicare in ambito clinico, diagnostico e prognostico. Scopo del suo percorso sarà, infine l’individuazione di fattori, genetici e non, che possono contribuire alla progressione della neoplasia, utili per ideare terapie personalizzate e per prevenire l’evoluzione naturale della malattia.

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