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Tornano a crescere gli
infortuni sul lavoro:
+5,8% in un anno

Torna a crescere la piaga degli infortuni sul lavoro, che dal 2016 al 2017 hanno registrato un +5,8%, passando da 3.128 a 3.309, dopo quasi cinque anni di calo. Insomma, nonostante le continue battaglie sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, purtroppo la situazione nel nostro territorio è tutt’altro che rosea, sebbene risulti almeno in diminuzione il numero dei morti, che in un anno sono passati da 7 a 4. Preoccupa invece anche il dato relativo alle malattie professionali, in crescita del 27%: dalle 123 del 2016 alle 156 del 2017.

A dirlo sono i dati diramati da Anmil nella 67ª Giornata per le vittime di incidenti sul lavoro, celebrata l’8 ottobre, durante la quale si è voluto mettere l’accento su un fenomeno che purtroppo è ben lontano dal’essere risolto. Tra l’altro, la crescita cremonese dei primi sette mesi dell’anno è stata superiore a quella Lombarda (pari a +4,1%), che a sua volta è stata decisamente superiore a quella italiana (+1,3%).

Anche per quanto riguarda gli incidenti mortali in Lombardia la crescita risulta superiore rispetto alla crescita nazionale (+5,2%), facendo registrare un incremento di 15 unità (da 64 a 79) che in termini relativi significano un netto +23,4%. Le malattie professionali hanno invece fatto registrare in Lombardia un incremento pari a +4,6%, molto inferiore a quello cremonese che, come detto, è oltre il 27%.

Tra i temi che ancora attendono una regolamentazione, secondo il presidente Anmil Franco Bettoni, “la qualificazione delle imprese, la sorveglianza sanitaria,  lo sviluppo della pariteticità, l’attuazione di politiche di gestione del rischio che tengano conto effettivamente della presenza di lavoratori disabili nei luoghi di lavoro, malattie professionali e patologie  a carico dell’apparato muscolo-scheletrico”.

Ancora sul fronte della prevenzione, il Presidente Bettoni sottolinea la necessità di “promuovere studi scientifici su quei profili problematici nel riconoscimento delle malattie professionali e sulle conseguenti tutele da apprestare ai lavoratori colpiti, per la cui realizzazione le risorse economiche sono disponibili e vanno utilizzate”, nonché di “valorizzare la promozione della cultura della sicurezza nelle scuole”.

LaBos

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