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Commemorato l'avvocato
Alessandro Piacentini
'Aveva il culto della libertà'

“Leale, diretto, sincero, a volte anche sbrigativo, un uomo che sapeva ascoltare”. Così l’avvocato Giulio Mondini questa mattina nell’aula penale del tribunale di Cremona ha ricordato l’amico e collega Alessandro Piacentini, scomparso lo scorso 3 settembre all’età di 87 anni. Davanti alla figlia Francesca, anche lei avvocato, ai tanti amici e colleghi e al collegio composto dalla presidente Maria Stella Leone e ai giudici a latere Francesco Sora ed Elisa Mombelli, l’avvocato Mondini ha ricordato che per 26 anni il collega Piacentini ha fatto parte del consiglio dell’Ordine. “I suoi consigli e l’amore per la professione sotto il profilo deontologico”, ha detto Mondini, “sono stati di grande conforto. Ma erano altri tempi, all’epoca eravamo una settantina, tra gli avvocati c’era una maggiore conoscenza e una maggiore confidenza”. “L’avvocato Piacentini era un esuberante”, ha aggiunto l’amico Mondini, che ha ricordato che nel fascicolo dell’Ordine appartenuto a Piacentini c’era un vecchio articolo del 1965 che riportava una sua intervista al quotidiano nazionale ‘Il Giorno’ come personaggio della borghesia cremonese. “Un articolo che aveva fatto scalpore per la sua querelle nei confronti di Cremona come città sonnolenta che gli stava un po’ stretta”. L’avvocato Mondini ha poi ricordato la passione di Piacentini per i cavalli e per il volo. “Passioni che l’hanno accompagnato per tutta la vita. Alessandro era comandante dell’aviazione civile, mi raccontava sempre dei suoi voli, aveva il culto della libertà. Una vita intensa, la sua, che ha portato avanti con spirito giovanile e battagliero”.

Sara Pizzorni

 

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