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Bancari a congresso,
Piccioni confermato
coordinatore provinciale

Rinnovati questo pomeriggio, durante il 20° congresso provinciale al teatro Filo, i vertici della FABI (federazione autonoma bancari Italiani) con la nomina del nuovo Consiglio Direttivo Provinciale, dei delegati al Congresso Nazionale e l’elezione della nuova Segreteria Provinciale. Quest’utima risulta composta da Danilo Piccioli (coordinatore), Maurizio Buonfantino (amministrativo), Vanni Bellardi (segretario), Dario Marrone (segretario).

ELETTI AL CONSIGLIO DIRETTIVO PROVINCIALE

Il dibattito congressuale è stato vivace, intenso, di spessore. Ha aperto i lavori la relazione del coordinatore uscente Danilo Piccioni che ha definito il sistema bancario nazionale opaco, instabile ma che al tempo stesso avverte la volontà di ridiscutere su un’economia onesta e più sostenibile dei bisogni. Sarà importante rivedere la tassazione soprattutto sulle alte rendite. La crisi bancaria dal 2008 al 2014 ha causato perdite rilevanti per le banche italiane che hanno faticato a tenere il passo. La Bce continua a premere per altre unioni e fusioni sostenendo che alcuni gruppi bancari nel nostro paese sono ancora deboli. Solo puntando sul fattore occupazionale umano con contratti a tempo indeterminato e sui giovani si possono fare decisi miglioramenti. La FABI ha ora creato un fondo per favorire questo. Moli i lavoratori che per prepensionamenti od altro hanno lasciato l’attività bancaria ma con chi è subentrato si è creato un vuoto organizzativo che ha lasciato il segno. Dal 2009 al 2016 gli sportelli sono passati da 297 a 257 ed i dipendenti da 1920 a 1533. Oggi la FABI di Cremona vanta 1035 iscritti su 1533 dipendenti bancari.

Ha diretto i lavori dell’assise Giancarlo Gullotti della Fabi di Pavia. Ad impreziosire la qualità del congresso cremonese è intervenuto il Segretario Generale della FABI, Lando Maria Sileoni, che ha rimarcato oltre all’attuale situazione del sistema bancario nazionale anche quelli che saranno i numerosi cambiamenti che il sindacato dovrà gestire per garantire la salvaguardia dei lavoratori bancari.
L’accentramento dei poteri di controllo nelle mani della BCE espone il settore a una rilevante rivoluzione e nel 2019 c’è il rischio che alcune banche del nostro Paese diventino preda dei grandi fondi d’investimento. Oggi – ha detto Sileoni – c’è bisogno di un sindacato forte e autonomo come la FABI che non ha condizionamenti da interessi. Se sono stati evitati licenziamenti sino ad oggi in Italia, cosa non avvenuta in altri paesi europei, lo si deve proprio alla forza del primo sindacato bancario.
Sempre in un’ottica di tutela dei lavoratori e della clientela è stato firmato con ABI lo scorso febbraio il primo protocollo per la vendita responsabile dei prodotti finanziari, con il nuovo meccanismo di controllo sulle pressioni commerciali. Nell’ambito del Congresso si è svolto un dibattito moderato dai giornalisti Alessandro Rossi di Mondo Padano ed Andrea Gandolfi del giornale La Provincia sul tema “Pressioni Commerciali stress test per il bancario” al quale sono intervenuti Sergio Stradiotti (medico del lavoro), l’avvocato Laura Maffezzoni, Loris Brizio del dipartimento Fabi sicurezza salute, Fabio Scola del dipartimento organizzativo e Vanni Bellardi segretario provinciale Fabi. Gli interventi sono stati molto apprezzati dai delegati presenti. Invitati di altre segreterie provinciali della Lombardia, delegati hanno espresso pareri molto competenti e soprattutto il responsabile della sezione riscossione tributi (ex Loseri) la cui situazione occupazionale è complicata. E’ stato ringraziato da tutti per la sua trentennale attività amministrativa Giuseppe Uva da pochi giorni in pensione ma che rimarrà a stretto contatto con il sindacato.
Ora la sfida del prossimo futuro per il sindacato è “vigilare affinché le gestioni delle banche siano efficienti e negoziare un nuovo Contratto Nazionale che rispecchi fedelmente l’attuale organizzazione del lavoro nelle banche”, dice Sileoni, perché il nostro “è un sindacato vero che ha a cuore il futuro della categoria”.

Marco Ravara

 

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