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Lascia il marito e torna
in India con la loro bambina
E' sottrazione di minore

L’avvocato Alessandro De Nittis

Non è riuscita ad integrarsi in Italia, e così ha deciso di ritornare in India. Definitivamente. Lo ha fatto lasciando il marito e portandosi via la loro bambina, nata in Italia 6 anni fa. Lui, il marito, l’ha denunciata per sottrazione di minore. A processo, l’uomo, 31 anni, operaio indiano residente nel cremonese dal 2002, si è costituito parte civile attraverso l’avvocato Alessandro De Nittis. Non vede la sua bambina ormai da quattro anni, ma in India non ci andrà, perché sostiene di essere stato minacciato dai familiari della moglie. “E poi perché in Italia c’è più libertà”. Quattro anni fa l’indiano, insieme alla sorella, aveva comprato per moglie e figlia due biglietti aerei di andata e ritorno per l’India. Là si sposava la sorella di lei. Ma in Italia la donna, 26 anni, non sarebbe più tornata. L’accusa è quella di aver trattenuto con sé la bambina “contro la volontà del padre, impedendo allo stesso l’esercizio della potestà”. Inizialmente la coppia aveva comunicato tramite Skype. Successivamente, sempre su Skype, il marito aveva avuto contatti solo con i genitori di lei, poi più nulla. Senza risposta anche una lettera che l’indiano aveva spedito alla moglie. Il 31enne ha ripetuto più volte che lui in India non ci andrà. Teme ripercussioni da parte dei familiari di lei: “Vogliono i soldi per il divorzio e mi hanno minacciato”. La sola cosa che spera è che un giorno possa rivedere la sua bambina. Intanto, però, nel processo non ci si potrà avvalere della convenzione dell’Aja del 1980 che tratta le istanze di rimpatrio dei minori, in quanto in India non è riconosciuta, e quindi l’autorità centrale non ha i poteri per intervenire. Oggi in udienza, oltre ai carabinieri e alla sorella del 31enne, avrebbe dovuto testimoniare la stessa parte civile, ma il giudice Giulia Masci ha ‘congelato’ il procedimento per accertare se la donna in India sia o meno a conoscenza del processo in corso in Italia nei suoi confronti. Si tornerà in aula il prossimo 26 febbraio.

Sara Pizzorni

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