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Juliette: Un teste rischia la
falsa testimonianza. Fasi finali,
il 13 marzo la parola al pm

Nella foto, da sinistra l'ex maresciallo Grammatico, Gianluca e Marco Pizzi

Il pm Messina

Fasi finali del processo sul caso ‘Juliette’, il ristorante discoteca di via Mantova dove, per l’accusa, si organizzavano serate di sesso a pagamento con le escort e dove giravano fiumi di cocaina. Sentiti tutti i testimoni, il procedimento può dirsi concluso. Il 13 marzo il collegio, composto dal presidente Maria Stella Leone con a latere i giudici Francesco Sora ed Elisa Mombelli, ascolterà la requisitoria del pm Francesco Messina che ripercorrerà tutte le fasi dell’inchiesta e chiederà le pene per gli imputati, salvo colpi di scena che potrebbero riguardare anche possibili richieste di patteggiamento.

A processo ci sono i titolari del locale, i cugini Gianluca e Marco Pizzi, accusati di aver favorito la prostituzione delle ragazze nel locale e di aver ceduto cocaina ai clienti facoltosi; l’ex vice comandante dei carabinieri di Vescovato, Andrea Grammatico, accusato di aver portato all’interno del Juliette la cocaina, dandola ai cugini Pizzi, che a loro volta la regalavano ai clienti. L’ex militare deve anche rispondere dei reati di falso, calunnia, concussione e tentata concussione. Per la procura, avrebbe pure effettuato arresti illegali.

Nella prossima udienza, Grammatico, come annunciato oggi dal suo legale, rilascerà dichiarazioni spontanee.

Imputati anche David Mazzon, ex titolare del Tabù di Vescovato, accusato di aver ceduto cocaina a diverse persone, tra le quali l’ex maresciallo Grammatico, e Ilham El Khalloufi, moglie marocchina di Marco Pizzi, accusata di aver favorito la prostituzione nel locale.

Oggi, nell’ultima udienza dedicata ai testimoni, è stato sentito lo psichiatra di Brescia Sergio Luca Monchieri. Il perito aveva il compito di accertare il tipo di patologia sofferta da Francesco, cameriere al Juliette, che ai carabinieri aveva rilasciato dichiarazioni fondamentali. Nella sua deposizione, resa il 15 marzo del 2016, il testimone aveva però detto di non ricordarsi nulla a causa di un incidente accaduto sul treno nell’ottobre precedente. “Ho sbattuto la testa contro uno spigolo, e da quel momento ho dei vuoti di memoria”, aveva affermato, dicendo di avere in corso una causa contro Trenitalia”. “L’incidente è effettivamente avvenuto”, aveva riconosciuto il pm, che però aveva chiesto ulteriori approfondimenti. “Ho riscontrato un disturbo della personalità con tratti antisociali e borderline”, ha spiegato in aula Monchieri, “ma ciò non incide sulle sue capacità di memoria. E’ in grado di rievocare i suoi trascorsi di vita”. Il testimone, ora, potrebbe seriamente rischiare l’accusa di falsa testimonianza.

I difensori degli imputati sono Renato Vigna per Grammatico, Giacomo Nodari e Massimo Nicoli per Gianluca Pizzi, Massimo Vappina e Walter Ventura per Marco Pizzi, Massimo Nicoli per l’ex titolare del Tabù di Vescovato David Mazzon e Fabrizio Vappina per Ilham El Khalloufi.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Mirko

    Si chiude il Juliette si registrano tutti i complici e clienti e si fa tabula rasa di multe e galera