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Formaggi e derivati: in una
riunione a Confcommercio
il punto della situazione

Si è svolta nei giorni scorsi, la riunione dei gruppi merceologici ‘Formaggio’, ‘Burro’ e ‘Latte in polvere’, promossa da Assocaseari presso la sede di Confcommercio Cremona.
La riunione si è aperta con la relazione di Emanuela Denti di Assocaseari che ha illustrato l’andamento europeo e mondiale del settore lattiero-caseario. “Il 2017 – ha sottolineato Denti – si è caratterizzato per un’elevata raccolta di latte a livello mondiale ed europea (+1,7% rispetto al 2016). Alcuni Paesi, tra cui la Germania, l’Austria e la Francia, stanno cercando di spingere sulla produzione di latte biologico, visti i consumi in calo del latte liquido alimentare e vista la maggior remunerazione per l’agricoltore, con aumenti della produzione pari anche al 17%. Nel 2017, i prezzi del latte alla stalla nella UE sono stati i più alti registrati negli ultimi tre anni”.

“Il latte prodotto in eccesso nella Ue è stato destinato principalmente alla caseificazione, infatti nel 2017 la produzione di formaggio è aumentata del 2%”. ha evidenziato ancora la relatrice. “La UE è il principale esportatore mondiale di formaggio, seguito dai sempre più competitivi Stati Uniti. La Russia ormai non importa più dalla UE in seguito all’embargo. La UE, tuttavia, ha trovato nuovi sbocchi di mercato, tra cui il Giappone, che con la firma dell’accordo dovrebbe aumentare ulteriormente le importazioni. Il 2017 per il mercato del burro è stato un anno inaspettato e tuttora nessuno si azzarda a fare previsioni vista la grande volatilità dei prezzi. Nell’estate scorsa si sono raggiunti prezzi record superando i 6,50 €/kg in Italia e i 7,00 €/kg nel nord-Europa. La scarsa disponibilità di prodotto e gli alti prezzi in tutta la UE hanno causato tra l’altro, un calo delle esportazioni.

Situazione opposta invece per il latte scremato in polvere, che ha subito un calo drastico dei prezzi fino a livelli inferiori a quelli all’intervento, a causa dei grandi quantitativi di merce stoccata, i più alti al mondo. La Commissione Europea ha deciso di intervenire con un nuovo regolamento al fine di controllare i quantitativi acquistati, che prevede vendite tramite asta a partire dal 1° marzo 2018 a un prezzo minimo determinato mediante gara e non più un prezzo minimo garantito per una certa quantità. Nel 2017, le esportazioni UE di latte scremato in polvere sono aumentate del 39%, raggiungendo quantitativi record. Il mercato europeo del latte intero in polvere è stato positivo nel 2017, con produzioni stabili ed esportazioni in aumento. Il siero in polvere ha registrato un calo drastico dei prezzi nel secondo semestre del 2017, che non hanno ancora recuperato.

I fattori che potrebbero favorire il settore lattiero-caseario della UE sono una più rapida crescita dell’economia mondiale, un continuo recupero dei prezzi del petrolio e la crescita della domanda cinese, sempre più forte e aperta a nuovi prodotti. Resta tuttavia un’incertezza causata soprattutto dalla nuova gestione delle vendite all’asta del latte scremato in polvere all’ammasso pubblico, al rapporto euro/dollaro e al parziale calo dei consumi di alcuni prodotti”.

A seguire Angelo Rossi di Clal.it ha relazionato sulla situazione del mercato lattiero-caseario italiano. “Anche nel nostro Paese continua ad aumentare la produzione di latte e quindi dei sui derivati, soprattutto nelle regioni settentrionali, causando un calo dei prezzi dei prodotti caseari” ha detto. “L’unico prodotto esente da questo calo sembra essere il Parmigiano Reggiano. Attualmente, si sta producendo latte con una minore percentuale di grasso ma con un maggiore contenuto proteico. Nel 2017 sono state prodotte +5,21% di forme di Parmigiano Reggiano rispetto al 2016 e +1,70% di Grana Padano. I prezzi delle principali DOP oggi sono di circa 6,20 €/kg per il Grana Padano fresco e di 9,75 €/kg per il Parmigiano Reggiano fresco.

L’Italia importa, nell’ordine i principali in valore, formaggi, latte e panna e yogurt. L’export è aumentato del 6,5% tra gennaio-ottobre 2017 rispetto allo stesso periodo 2016 e i prodotti più venduti all’estero sono i formaggi con nell’ordine a valore formaggi freschi e mozzarella, i duri DOP, i grattugiati e i duri non DOP. I consumi interni di formaggi duri sono aumentati del 9,9% e di grattugiati del 2,9%”.

A chiudere la giornata è intervenuto il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli, che ha illustrato le politiche produttive del Consorzio e le ultime novità sulla promozione e lo sviluppo della Dop.

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